Rinnovabili, investitori esteri in guerra contro intervento governo su incentivi

venerdì 20 giugno 2014 13:43
 

* Attesa per pubblicazione decreto in Gazzetta Ufficiale

* Alternativa tra allungamento tempi o taglio incentivi

* Rischio di default sui finanziamenti in essere

di Massimo Gaia e Stephen Jewkes

MILANO, 20 giugno (Reuters) - Gli investitori esteri sono infuriati e minacciano di inserire l'Italia nella lista nera, nonché di avviare una valanga di cause legali, per via dell'intervento retroattivo del governo sugli incentivi al settore fotovoltaico che costringe gli operatori a scegliere fra un allungamento dei tempi di percezione (a 24 da 20 anni) e un taglio dell'8% l'anno.

Oggetto del contendere è il provvedimento, contenuto nel pacchetto sulle semplificazioni e sulla competitività d'impresa varato venerdì scorso e dettagliato due giorni fa dai ministri Federica Guidi (Sviluppo) e Pier Carlo Padoan (Economia).

Dal marzo scorso, quando Matteo Renzi illustrò una slide che prometteva il taglio del 10% della bolletta energetica delle pmi, il settore è in fibrillazione. Da Palazzo Chigi e dai vari ministeri filtravano anticipazioni su un provvedimento che, in qualche modo, avrebbe colpito l'energia verde.

E la mazzata è arrivata, sotto forma di una norma che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo perché, al momento, esiste solo una bozza e si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) portare un risparmio, in termini di minori incentivi, di 350-400 milioni, ma che rischia di tradursi in un tracollo del fotovoltaico, con conseguenze potenzialmente disastrose anche per le banche. Soprattutto, secondo investitori e imprenditori, l'Italia rischia di uscirne con le ossa rotte in termini di credibilità internazionale. Anzi, a detta di diversi osservatori, il danno è fatto. Insomma, un boomerang per Renzi.

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