7 marzo 2014 / 11:34 / 3 anni fa

PUNTO 3-Derivati Milano, banche e funzionari tutti assolti in appello

(Aggiunge dichiarazioni Robledo e Pisapia)

MILANO, 7 marzo (Reuters) - La Corte d'Appello di Milano ha ribaltato la sentenza di primo grado assolvendo tutti gli imputati - nove dirigenti bancari e le banche Deutsche Bank , Depfa, Jp Morgan e Ubs - perché "il fatto non sussiste", a conclusione del processo per truffa sui contratti derivati stipulati da Palazzo Marino.

Il mese scorso, il procuratore generale Piero De Petris aveva chiesto di confermare per le quattro banche coinvolte la multa da un milione di euro ciascuna e la confisca da 89 milioni complessivi, con una lieve riduzione solo per Jp Morgan.

I giudici di appello hanno invece revocato anche la confisca, oltre a non confermare la multa.

La procura ha preso tempo per dire se presenterà ora ricorso in Cassazione, dopo che ad una domanda dei cronisti, il pg De Petris ha risposto che "le sentenze bisogna prima leggerle".

Il procuratore aveva chiesto inoltre per quattro dei nove funzionari bancari - condannati in primo grado a pene tra i sei e gli otto mesi di reclusione - una condanna tra i sei mesi e i sei mesi e quindici giorni, per altri quattro la prescrizione e una assoluzione.

LE REAZIONI

"Accogliamo con favore la sentenza emessa oggi dalla Corte d'Appello di Milano, che ha confermato che Deutsche Bank e i suoi dipendenti hanno agito correttamente e nel rispetto della legge", si legge in una nota della banca tedesca.

Anche Guido Alleva, uno dei legali di Deutsche, si dice "molto soddisfatto", perché "la sentenza fa chiarezza sugli aspetti giuridici di queste operazioni e dimostra che questi contratti non erano meccanismi diretti a frodare ma potevano portare dei vantaggi al Comune".

"La Corte d'Appello ha guardato con serenità a questa vicenda e non ha potuto far altro che evidenziare che l'operazione finanziaria era una bella operazione", gli fa eco il suo collega Giuseppe Iannacone.

Dello stesso avviso anche l'avvocato di Ubs, Fabio Cagnola. "Di più che la formula del 'fatto non sussite' ci sono solo le scuse", spiega, mentre Ubs in un comunicato esprime "grande soddisfazione la sentenza, che ha confermato tutte le difese della banca".

Soddisfazione per il verdetto, "che mette fine anche alla sofferenza per le persone fisiche imputate", arriva anche da parte di Paolo Della Sala, difensore di uno dei funzionari coinvolti.

Così come soddisfatta è Jp Morgan, che spiega di aver sempre "sostenuto che le accuse fossero completamente senza fondamento" di aver sempre agito onestamente insieme ai funzionari. "Siamo lieti che tutto ciò sia stato ora pienamente riconosciuto dalla Corte d'Appello".

IL PM: GRAZIE A QUESTO PROCESSO BENEFICI A COMUNE

Il procedimento riguardava i contratti derivati stipulati da Palazzo Marino sulla propria obbligazione da 1,68 miliardi di euro con scadenza 2035, su cui la procura milanese ipotizzava il carico di costi occulti per circa 100 milioni a danno dell'amministrazione cittadina.

Ad inizio 2012 il Comune di Milano e le quattro banche avevano raggiunto un accordo stragiudiziale per la chiusura del procedimento civile, che ha consentito a Palazzo Marino di contabilizzare entrate pari a 455 milioni di euro, più flussi di interessi attivi nel corso dei prossimi anni. A seguito dell'accordo, il Comune ha rinunciato al ruolo di parte civile nel processo penale.

Commentando la sentenza odierna, il pm Alfredo Robledo, che ha coordinato l'inchiesta, ha spiegato che "i giudici di primo e secondo grado sono magistrati eccellenti, in una materia così nuova e complessa è più che legittima la diversità di opinioni".

"Non è opinione però che esclusivamente a causa del processo le banche abbiano versato 455 milioni al comune e sulla base delle medesime carte dell'inchiesta condotta con la Guardia di Finanza di Milano da questa procura, trasmesse a Catanzaro, la regione Calabria ha incassato da Nomura 24 milioni di euro".

Secondo il sindaco di Milano Giuliano Pisapia la sentenza "conferma la validità della scelta del comune di stipulare l'accordo con le banche" e incassare così "455 milioni di euro da qui al 2035, di cui 40 già incassati nel 2012".

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