3 marzo 2014 / 10:44 / 3 anni fa

PUNTO 2-Igd, Soros rileva 5%,torna interesse su real estate Italia-AD a Reuters

(aggiunge commento analista, aggiorna valore titolo)

di Claudia Cristoferi

MILANO, 3 marzo (Reuters) - George Soros ha deciso di investire nella società immobiliare controllata dalle Coop rilevando il 5% di Igd Siiq tramite il fondo Quantum Strategic Partners, gestito da Soros Fund Management.

L'operazione, spiega a Reuters l'AD della società Claudio Albertini, è la conferma del ritrovato interesse degli investitori esteri per l'Italia e per il real estate, quando il modello di business si dimostra sostenibile.

Molto positiva la reazione in borsa, dove il titolo alle 13 sale dell'1,3% a 1,150 euro dopo un massimo intraday a 1,191 euro, a fronte di un mercato estremamente debole per via del drammatico scontro tra Ucraina e Russia.

Igd, che nel real estate si occupa prevalentemente di centri commerciali, ha venduto al fondo di Soros il 3,15% di azioni proprie il 28 febbraio, giorno in cui anche Unicoop Tirreno, secondo azionista di Igd dopo Coop Adriatica (43,6%), ha ceduto al fondo una parte della sua quota scendendo dal 14,9% al 13,1% del capitale. Secondo gli aggiornamenti Consob, l'altro azionista sopra il 2% (2,024%) è Schroder che detiene la partecipazione nell'ambito della gestione del risparmio.

Il closing delle operazioni è previsto entro il 5 marzo; non è stato rivelato il prezzo che però potrebbe spuntare dalle comunicazioni di internal dealing attese nei prossimi giorni. A prezzi di mercato il 5% di Igd vale poco meno di 20 milioni di euro.

DEAL GESTITO IN TEMPI RAPIDISSIMI GRAZIE A CLIMA MIGLIORE

Non è passato molto tempo da quando Igd, unica Siiq italiana insieme a Beni Stabili, faticava a incontrare gli investitori esteri, diffidenti della tenuta dell'Italia e della capacità di ripresa del settore immobiliare.

"La situazione è radicalmente cambiata nel secondo semestre del 2013. Non siamo ancora usciti dalla crisi, basta guardare i livelli drammatici della disoccupazione o i dati ancora deboli sui consumi, ma credo che, come al solito, i mercati finanziari siano anticipatori delle tendenze e in questo caso gli investitori internazionali entrano proprio quando vedono che c'è la prospettiva di una ripresa", dice Albertini.

L'operazione con il fondo Quantum "è stata gestita in tempi rapidissimi", fatta "nelle ultime tre settimane".

"Hanno guardato il contesto italiano, il nostro modello di business e le nostre prospettive" spiega l'AD. Essere una Siiq, un modello comparabile ai Reits anglosassoni, "ci ha aiutati perché è un modello chiaro, che guarda al lungo termine, alla sostenibilità del business e alla remunerazione degli azionisti". Avere Soros nel capitale "è per noi una responsabilità in più, uno stimolo".

Il progetto di vendere il pacchetto di azioni proprie in mano a Igd era già inserito nel piano industriale. "Abbiamo valutato anche un'operazione di accelerated bookbuilding, ma poi abbiamo scelto la strada che ci ha portati a vendere a Quantum".

Il piccolo ridimensionamento di Unicoop Tirreno, comunque, "non è il segno di un disinvestimento dei nostri azionisti di riferimento, con cui c'è totale sintonia dal punto di vista strategico".

ORA ROADSHOW EUROPEO, AL VIA CANITERE PER "INVESTMENT GRADE"

Igd, spiega Albertini, è alla vigilia di un tour europeo per incontrare gli investitori con roadshow previsti a Parigi, Bruxelles, Amsterdam e Milano: "Siamo con le agende piene, soprattutto di investitori internazionali, molti dagli Usa e dal Nord Europa. Percepisco anche molta fiducia nel nuovo governo; vedremo se si passerà dagli annunci ai fatti, ma il clima è decisamente migliore".

Il primo obiettivo ora, dice l'AD, è convincere i nuovi soci a reinvestire i dividendi nella società con la formula, ormai consolidata per il gruppo immobiliare, della "dividend reinvestment option", ribadita anche in occasione della cedola sul 2013.

Nel frattempo IGD avvierà il cantiere per ottenere nel medio termine - "due o tre anni, se riusciamo anche prima" - il grado di investment grade per poter accedere al mercato obbligazionario. "Non abbiamo nessun problema di liquidità, il nostro debito è perfettamente sostenibile, il ricorso a questo tipo di funding è un'opzione in più che vogliamo poter utilizzare per continuare a crescere".

Il 2014 resterà comunque "un anno difficile", anche se un segnale positivo, "che ci fa ben sperare", viene dall'affluenza ai centri commerciali italiani del gruppo, cresciuta nel mese di gennaio del 3,5%.

IGD: IN BORSA DA INIZIO ANNO BALZO DI OLTRE 30%

Rialzo di oggi a parte, da inizio anno il progresso del titolo Igd in Borsa è stato di circa il 32% contro il +22% dell'Allshare.

"Il titolo è piccolo e poco liquido. L'entrata di un fondo come quello di Soros attira l'attenzione del mercato sulle sue potenzialità", commenta Henri Quadrelli, analista di Societe Generale. "E' un segno di fiducia e potrebbe dare maggiore dinamismo alla società", aggiunge parlando di un segnale positivo, indirettamente, anche per le prospettive macroeconomiche dell'Italia.

- ha collaborato Isla Binnie

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