21 febbraio 2014 / 10:55 / tra 4 anni

PUNTO 1-Risanamento, offerta Barrack-Zunino con Opa a 0,25 euro, soci freddi

* Offerta cash a banche a 0,20 euro/azione, Opa obbligatoria a 0,25

* Fredda prima reazione banche a nuova offerta, simile a precedente

* Proseguono trattative con Bizzi per evitare sequestro preventivo (Riscrive con dettagli, nuove fonti)

MILANO, 21 febbraio (Reuters) - L‘offerta di Tom Barrack e Luigi Zunino su Risanamento, anticipata dai giornali e confermata ieri dalla società su sollecitazione Consob, prevede l‘acquisto delle quote in mano alle banche e a Sistema Holding da parte del veicolo Oui (30%Zunino e 70% Colony Capital Acquisitions) a 0,20 euro per azione e il successivo lancio di un‘Opa obbligatoria a 0,25 euro.

Il titolo, che ieri ha chiuso in rialzo del 12,3% a 0,238 euro sulla notizia, è salito stamani fino a 0,247 euro per poi passare in lieve calo.

Non è la prima volta che Zunino prova a riconquistare la società immobiliare da lui fondata e controllata fino al 2009, quando per un soffio venne evitato il fallimento; aveva tentato da solo lo scorso giugno con un‘offerta da 0,25 euro per una Risanamento che doveva mantenere gli asset francesi e lasciare alle banche l‘area di sviluppo Milano Santa Giulia; ci aveva riprovato con una formula simile, ma insieme al ben più liquido Tom Barrack, all‘inizio di quest‘anno. il Cda di Risanamento ha però preferito un‘offerta avanzata da Chelsfield/The Olayan Group per i soli immobili parigini, unica preda ambita tra gli asset di Risanamento.

OFFERTA NON MOLTO DIVERSA DA PRECEDENTE, BANCHE SCETTICHE

Anche oggi l‘orientamento delle banche, divenute azioniste di controllo con quasi il 64% del capitale attraverso la ristrutturazione dei debiti, non appare sostanzialmente mutato.

“I termini dell‘offerta di oggi non sono molto diversi da quella già rifiutata dal Cda. Ci stupisce abbastanza che sia stata ripresentata”, dice una fonte vicina a uno degli azionisti. Una seconda fonte aggiunge: “Le banche valuteranno insieme, ma al momento non mi sembra che ci sia particolare entusiasmo”. Secondo una delle fonti, Barrack e Zunino avrebbero offerto in più alle banche, rispetto alla precedente proposta, 60 milioni cash “per compensare alcuni effetti fiscali”.

L‘offerta Barrack-Zunino, si limita a dire una nota, contempla “tra l‘altro” il rimborso di una parte del debito della società immobiliare, lo scorporo a favore delle banche di alcune attività e passività (secondo indiscrezioni si tratterebbe del progetto Milano Santa Giulia) e l‘acquisto immediato di un immobile a Parigi per 195 milioni, “a fronte del versamento di un acconto prezzo di 20 milioni”.

ATTESO PARERE LEGALE SU CESSIONE PARIGI,SI TRATTA CON BIZZI

Le ambizioni di Zunino, peraltro indagato per reati ambientali e aggiotaggio legati alla passata attività in Risanamento, sembravano destinate a restare frustrate quando il 23 gennaio il Cda, dove le banche sono ben rappresentate, ha deciso, pur senza unanimità, di vendere gli immobili francesi al fondo Chelsfield, che entro la prossima settimana dovrebbe chiudere la due diligence. E’ poi atteso a giorni il parere di uno notaio sulla liceità della cessione alla luce dell‘accordo di ristrutturazione (ex 182 bis legge fallimentare) omologato dal Tribunale nel 2009, quando Risanamento, schiacciata da quasi 3 miliardi di debiti, evitò il fallimento; esistono altri due pareri che si sono già espressi favorevolmente in passato.

“Il parere dovrebbe arrivare a giorni. Se sarà favorevole, non vedo ostacoli per la cessione del patrimonio francese a Chelsfield”, dice la prima fonte.

In realtà esiste ancora un rischio, almeno in teoria: è in corso infatti da tempo un contenzioso tra Risanamento e Milanosesto sui costi della bonifica dell‘ex area Falck di Sesto San Giovanni acquistata nel 2010 dalla cordata guidata da Davide Bizzi. Milanosesto ha chiesto un sequestro conservativo fino a 228 milioni di euro nei confronti di Risanamento e secondo indiscrezioni se il giudice l‘assecondasse l‘accordo con Chelsfiled potrebbe essere a rischio.

“Dai nostri approfondimenti questo rischio non c‘è in ogni caso; un sequestro metterebbe in difficoltà Risanamento, ma la vendita di Parigi non verrebbe messa in discussione”, dice una delle fonti. “Comunque le trattative con Bizzi stanno procedendo e si potrebbe arrivare a una transazione prima di lunedì”, aggiunge. Un‘altra fonte conferma che le trattative non sono ancora chiuse ma che il lavoro procede spedito.

(Claudia Cristoferi)

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