23 dicembre 2013 / 12:37 / 4 anni fa

PUNTO 1-Risparmio gestito, fondi motore raccolta da 4,78 mld a novembre

* Gestioni collettive raccolgono 4,3 mld, 4,27 mld i fondi aperti

* Patrimonio sale a 1.334 miliardi circa

* Il 2013 si preannuncia come miglior anno per raccolta dal 1999 (Aggiuge dettagli e commenti)

MILANO, 23 dicembre (Reuters) - Con circa 4,3 miliardi di euro di sottoscrizioni, le gestioni collettive (4,27 miliardi i soli fondi aperti) guidano a novembre la raccolta in Italia: il sistema del risparmio gestito archivia il mese con afflussi complessivi per 4,78 miliardi secondo i dati preliminari, diffusi stamani da Assogestioni.

I flussi e un effetto performance quantificabile in circa mezzo punto percentuale (intorno a 7 miliardi di euro) spingono il patrimonio in gestione a 1.334 miliardi circa.

Il 2013 si preannuncia dunque come il miglior anno dal 1999: da gennaio il saldo è positivo per circa 65,5 miliardi, ripianando i deflussi accusati nel 2012 e nel 2011, pari cumulativamente a -52,6 miliardi.

"I numeri della raccolta di quest'anno riportano lo stock del risparmio italiano su livelli interessanti anche in un confronto a livello europeo", sottolinea Nicola Meotti, Country Manager per l'Italia di AllianceBernstein.

Nel dettaglio, la raccolta dei fondi viene trainata dai flessibili, sottoscritti per 2,87 miliardi di euro; la categoria di fondi che lascia maggiore delega al gestore risulta la più gettonata nel 2013 con afflussi complessivi per 26,6 miliardi.

"Riceviamo notevolissimo interesse verso prodotti flessibili", ha detto Meotti, ricordando che AllianceBernstein da diversi anni ha lanciato una famiglia di questa categoria di fondi dove l'investitore delega al gestore che sceglie l'esposizione al mercato (cosiddetto "beta"), perseguendo contestualmente l'extrarendimento ("alfa").

"Emerge una richiesta molta chiara dell'investitore che ha paura di dover gestire in prima persona le scelte di asset allocation e di esposizione al mercato", ha aggiunto.

Il boom dei fondi flessibili è anche indicativo di uno spostamento lento e graduale da un obbligazionario avido di ritorni verso prodotti a maggiore contenuto azionario.

"Il successo dei fondi flessibili è un trend importante che si associa ad un inizio di minori afflussi verso i fondi obbligazionari", sottolinea Massimo Morchio, AD di Alkimis sgr. "Questi ultimi sono stati premiati in un momento di difficoltà economica ma, con la ripresa, è evidente che la risalita dei tassi porterà in negativo i rendimenti".

Un movimento che dovrebbe essere un tratto dominante anche l'anno prossimo.

IN 2014 CONTINUERA' TIMIDA ROTAZIONE VERSO EQUITY

"I flussi si sposteranno nel mondo flessibile nel 2014 con qualche puntata nel mondo dell'azionario", prosegue Morchio, avvertendo che il mondo dei prodotti flessibili, essendo estremamente vario, va approcciato con molta attenzione e selettività.

Ma non sono in vista movimenti corposi in un paese come l'Italia, dove lo zoccolo duro degli investimenti è ancora rappresentato dall'obbligazionario.

"Il timido ribilanciamento verso l'equity, sia in forma diretta che in forma mediata attraverso prodotti flessibili, proseguirà ma resterà più contenuto rispetto a Nord Europa e Stati Uniti", sottolinea Meotti.

Soprattutto flessibili più sofisticati, come l'azionario long-short di Alkimis, restano per ora territorio di investitori istituzionali conservativi o private banker di alto profilo, che lo scelgono come alternativa alle obbligazioni per le sue caratteristiche di bassa volatilità (4-5%).

Secondo Meotti l'anno prossimo continueranno ad essere interessanti gli afflussi verso "prodotti obbligazionari altamente specializzati, ad esempio European high yield, e verso prodotti a bassa volatilità high yield che offrono un tasso di rendimento ancora appetibile". Non solo. In ambito obbligazionario, il manager si aspetta "che continui la diversificazione del rischio emittente e si attenui il country bias".

Tornando al mese di novembre, i flussi si sono diretti anche in direzione di azionari (+615 milioni) e bilanciati (circa 500 milioni); dopo i riscatti di ottobre, tornano le sottoscrizioni sugli obbligazionari (+406 milioni) e solo i monetari presentano il segno negativo (-150 milioni).

Se si prende in esame il domicilio dei fondi, quelli di diritto italiano hanno visto entrare 1,134 miliardi e quelli di diritto estero 3,14 miliardi.

Sono invece ancora italiani i gruppi ai vertici della classifica per raccolta questo mese: si tratta di Intesa Sanpaolo con una raccolta per 1,5 miliardi e AM Holding con circa un miliardo. Segue in terza posizione, con 455 milioni di euro, JP Morgan AM.

(Maria Pia Quaglia)

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