2 ottobre 2013 / 12:21 / 4 anni fa

Italiani, tasso risparmio ha smesso di scendere - studio

* Meno del 40% è riuscito a risparmiare accantonando 11% reddito

* Scarsità risparmio spinge verso investimenti prudenti, di breve

* Un quarto ha oltre metà patrimonio liquido, preferiti titoli stato

* Budget famiglia sono decisi soprattutto da donne

MILANO, 2 ottobre (Reuters) - Risparmiare è considerato necessario e importante ma meno del 40% degli italiani è riuscito ad accantonare circa l'11% delle sue entrate nel 2012. Una percentuale simile a quella dell'anno scorso, che segnala che il tasso di risparmio ha - almeno temporaneamente - interrotto un percorso di contrazione.

La scarsità del risparmio disponibile indirizza allora verso investimenti prudenti, con un orizzonte temporale limitato (un anno per un terzo degli intervistati) e motivati soprattutto dalla tutela dei figli (14,5%) e dall'integrazione della pensione (12,7%).

Questo il quadro dipinto dall'ultima indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani a cura del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo.

"Il risparmio, in altri termini, non è più frutto di risorse aggiuntive rispetto al mantenimento del tenore di vita presente e futuro, come tali liberamente destinabili all'acquisto di un'abitazione più grande, magari non strettamente necessaria: è diventato una risorsa su cui contano i figli e su cui contare nella terza età e, pertanto, deve essere investito garantendo in primo luogo la sicurezza del capitale", si spiega nello studio.

L'impiego finanziario preferito della liquidità sono i titoli di stato italiani e questo spiega l'aumento di valore dei portafogli delle famiglie nel 2012 (+16% circa il benchmark di un portafoglio medio calcolato dal Centro Einaudi dal -3% dell'anno precedente); ma la parola d'ordine, quando si tratta di investire, resta la sicurezza.

"Non sapendo che cosa ha in serbo il futuro, continuano a orientarsi verso forme di investimento sicure e, al limite, capaci di produrre un reddito, pur se contenuto", recita la ricerca. C'è spazio dunque per una maggiore penetrazione del risparmio gestito "ancora limitata e inferiore a quella degli altri paesi europei", secondo lo studio. "Ma tutto fa pensare che sia destinata a crescere se gli operatori sapranno cogliere i bisogni delle famiglie e rispondervi adeguatamente".

In particolare dall'indagine emerge che - dei 1.044 capifamiglia, correntisti bancari e/o postali intervistati a inizio anno - il 25,4% ha più della metà del proprio patrimonio liquido. L'investimento con indice di soddisfazione più alto, prima ancora delle obbligazioni, si conferma la casa (32,1%); ma cala la propensione all'acquisto anche per l'aumento dell'imposizione fiscale sugli immobili.

Nonostante gli effetti della crisi continuino a farsi sentire sui redditi delle famiglie, dopo il minimo del 2012, l'indagine rivela una leggera diminuzione (al 55,6% dal 59,3%) del numero di quanti si aspettano un ulteriore deterioramento delle proprie condizioni economiche rispetto all'anno precedente.

In un approfondimento dedicato al rapporto fra donne e risparmio è evidente, infine, che l'amministrazione del budget familiare è una competenza tutta femminile: non solo le spese (quasi il 73%) ma anche gli investimenti (quasi il 60%).

"Si tratta di un risultato tutt'altro che scontato e che dovrebbe probabilmente far riflettere coloro che studiano e realizzano i prodotti di investimento", sottolinea lo studio.

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