27 agosto 2013 / 09:21 / 4 anni fa

Argentina propone nuova ristrutturazione bond dopo sentenza Usa

BUENOS AIRES, 27 agosto (Reuters) - L‘Argentina cerca di correre ai ripari dopo la sentenza di una corte Usa che rischia di far divampare una nuova crisi del debito dopo il default da 100 miliardi di dollari del 2002.

Intervenendo alla tv nella notte italiana, il presidente Cristina Fernandez ha messo sul tavolo una proposta di swap dei bond, che consentirebbe a Buenos Aires di allungare i tempi di pagamento.

Venerdì scorso, il paese sudamericano ha subito una sconfitta nella battaglia giudiziaria contro i bondholder: un giudice federale, infatti, ha ordinato il pagamento di 1,33 miliardi di dollari ad alcuni hedge fund.

Intervistato da Reuters ieri, Nicola Stock, presidente della Task Force Argentina (Tfa), ha sottolineato l‘impatto potenziale della sentenza sui bondholder italiani.

La sentenza Usa ha stabilito che Buenos Aires debba rimborsare pienamente gli hedge, pena il blocco dei pagamenti al 93% dei bondholder che accettarono le ristrutturazioni del 2005 e 2010, che prevedevano un haircut del 75% circa.

Rivolgendosi direttamente alla Corte Suprema Usa, il presidente Fernandez ha chiesto di ribaltare la sentenza del tribunale di New York, sostenendo che potrebbe rendere impraticabili ristrutturazioni di debiti sovrani in futuro.

Contemporaneamente, Fernandez ha proposto una terza ristrutturazione del debito esistente, offrendo gli stessi termini dello swap del 2010.

Solitamente battagliera e poco incline alla diplomazia, la ‘presidenta’ è apparsa molto più conciliante, probabilmente perché l‘atteggiamento bellicoso degli anni scorsi ha irritato governi e tribunali.

D‘altro canto, Fernandez non ha potuto esimersi dal respingere la descrizione dell‘Argentina, contenuta nel dispositivo della sentenza, come un “debitore recalcitrante che non ha eguali”.

La ‘presidenta’ ha replicato: “Vorrei dire che piuttosto che ‘debitori recalcitranti’ siamo pagatori seri”.

Alla luce dei problemi economico-finanziari e dell‘isolamento internazionale che fronteggia il governo Fernandez, è lecito chiedersi in che misura i possessori di bond saranno interessati a una nuova proposta di ristrutturazione.

Il presidente ha anticipato che oggi invierà al Congresso di Buenos Aires un progetto di legge per offrire ai creditori le stesse condizioni dei debiti ristrutturati.

La speranza del governo argentino è che la Corte Suprema ribalti la sentenza di venerdì scorso. E che le altre cause ancora in corso (compreso l‘arbitrato che interessa direttamente i bondholder italiani che hanno aderito alla Tfa) non vedano soccombere Buenos Aires.

Diversamente, spiega una fonte governativa, agli investitori internazionali verrà offerta l‘opzione di scambiare l‘attuale debito con bond argentini.

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