24 gennaio 2013 / 11:41 / tra 5 anni

PUNTO 1-Risparmio gestito, dicembre in rosso, deflussi per 11,3 mld in 2012

* Deflussi 2012 dovuti a gestioni di portafoglio, fondi aperti +1,67 mld

* Successo prodotti “data target” traina raccolta fondi

* Segno negativo Generali dicembre frutto di operatività infragruppo (Aggiunge commento)

MILANO, 24 gennaio (Reuters) - Dopo un dicembre in rosso per 4,34 miliardi, l‘industria del risparmio gestito in Italia si avvia a chiudere il 2012 con deflussi netti per 11,3 miliardi secondo i dati preliminari diffusi oggi da Assogestioni.

Il risultato negativo, pur meno pesante dei riscatti per quasi 41 miliardi del 2011, si deve in larga parte all‘emorragia dalle gestioni di portafoglio che, nel periodo, hanno visto uscire 14,5 miliardi circa. Timida riscossa nel 2012 per i fondi aperti, che archiviano l‘anno con sottoscrizioni per 1,67 miliardi.

“Vedo con favore il ritorno della raccolta netta positiva sui fondi comuni, cannibalizzati in passato da altri prodotti meno trasparenti come bond bancari e polizze”, osserva Marco Bonifacio, responsabile ufficio studi di Zenit sgr.

“Le gestioni sono influenzate dai mandati istituzionali che si muovono in base a logiche diverse da quelle dei piccoli risparmiatori”, aggiunge Bonifacio. “Su quelle retail pesa il fatto che si è iniziato a capire che si tratta di prodotti sofisticati destinati a chi ha somme ingenti da investire mentre per i piccoli risparmiatori è più adatto il fondo”.

La raccolta complessiva dei fondi aperti nel 2012, che ha visto riscatti per oltre 10 miliardi sui prodotti monetari e di quasi 8 miliardi sugli azionari, si deve in larga parte al successo di vendite dei cosiddetti prodotti “data target”.

Questi fondi, classificati nella macrocategoria degli obbligazionari (flessibili), hanno continuato a raccogliere anche a dicembre con afflussi netti per 2,1 miliardi.

“Coniugano un‘interessante proposta di investimento con una modalità di remunerazione delle reti distributive particolarmente incentivante”, spiega Alessandro Rota, direttore ufficio studi di Assogestioni.

A questo tipo di prodotto, che presenta le caratteristiche di un‘obbligazione - scadenza e cedola - si applicano infatti le cosiddette “commissioni di collocamento”. In altre parole le reti ricevono in anticipo le commissioni come se stessero collocando un bond.

Ma, secondo Bonifacio, “il dettaglio della raccolta rivela ancora una volta un‘allocazione non sufficientemente sbilanciata sul rischio”. Pesanti i riscatti sui bilanciati a dicembre, che vedono uscite di 1,5 miliardi facendo lievitare i deflussi annui a -3,4 miliardi.

“I bilanciati sono stati cannibalizzati dai flessibili che offrono le stesse promesse ma con maggiore delega al gestore”, fa notare Bonifacio. “I forti deflussi di dicembre potrebbero però essere dovuti al cambio di politica commerciale di qualche operatore o di un cambio di nome di alcuni prodotti”.

Nonostante i deflussi di dicembre, frutto dei riscatti sui mandati istituzionali (-3,85 miliardi) e riconducibili al gruppo Generali, le masse beneficiano di un effetto performance positivo pari allo 0,6% e salgono a circa 1.200 miliardi di euro dagli 1.196,5 miliardi di fine novembre.

Da Generali chiariscono che non si è trattato di veri e propri deflussi ma di una variazione dovuta alla normale operatività dell‘attività di gestione fra le società del gruppo.

Il divario tra prodotti italiani ed esteri resta netto nel 2012, con riscatti per 13,8 miliardi sui primi e una raccolta di 15,5 miliardi sugli altri.

“L‘Italia rischia la marginalità dal punto di vista della produzione”, ha detto Bonifacio.

Fra i maggiori gruppi di gestione, risultato positivo a dicembre per la numero due per patrimonio Intesa Sanpaolo , che raccoglie quasi 600 milioni. Deflussi per Pioneer Investments (-190 milioni circa) e AM Holding (-490 milioni circa di cui circa 380 milioni usciti dai mandati istituzionali). Fra gli esteri, spicca il risultato positivo di Franklin Templeton Investments (310 milioni) e State Street Global Advisors (581 milioni di cui oltre 600 sulle gestioni patrimoniali istituzionali). Ancora i mandati istituzionali penalizzano la raccolta del gruppo Bnp Paribas (-320 milioni circa).

(Maria Pia Quaglia)

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