Italia, effetto limitato Moody's su presenza in indici -gestori

venerdì 13 luglio 2012 13:21
 

MILANO, 13 luglio (Reuters) - Il downgrade di Moody's sul rating dell'Italia non provocherà l'uscita automatica dei titoli di Stato italiani dagli indici presi come riferimento dai fondi per i loro investimenti, fatta eccezione in alcuni casi per i Btp indicizzati all'inflazione, che, ad esempio, escono dall'indice di Barclays.

E' quanto spiegano due gestori.

"In genere non c'è nessun effetto sugli indici generali, ma solo su quelli indicizzati all'inflazione. Ad esempio c'è l'indice Barclays che ha il limite A- e bastano due agenzie di rating su tre sotto questa soglia per portarli (i BTPei) fuori dall'indice", spiega Luca Noto, portfolio manager obbligazionario di Anima Sgr, sottolineando che si tratta di indici costruiti ad hoc e che probabilmente saranno sostituiti o modificati.

"L'effetto di mercato è ridottissimo e non riguarda tutti i Btp, ma solo una piccolissima parte dei Btp che sono quelli indicizzati all'inflazione e non il Btp Italia", conclude Noto.

Della stessa opinione Mario Spreafico, responsabile investimenti di Schroders private banking, che mette in evidenza come l'azione dei gestori spesso anticipi quella delle agenzie di rating.

"Moody's si è allineato a S&P, non vedo delle implicazioni legate a tecnicismi tipo benchmark o meno", spiega Spreafico, criticando il timing della decisione dell'agenzia di rating, dal momento che il downgrade è arrivato alcune ore prima delle aste Btp tre anni, e le motivazioni "un po' campate in aria".

"Il punto è che il mercato aveva già prezzato qualcosa indipendentemente da questi rating. Lo spread in Europa rispetto ad altri paesi è così eclatante che ormai aveva già bypassato ogni valutazione del rating, quindi le scelte in portafoglio vanno al di là di quello che può essere la lettera" del rating espresso dalle agenzie, aggiunge Spreafico.

"Se c'è un rischio di downgrade molto robusto probabilmente i fondi hanno già fatto prima le loro scelte", conclude il responsabile investimenti di Schroders.

Lo scorso 18 febbraio il direttore generale per la gestione del debito pubblico italiano Maria Cannata aveva sottolineato che l'ultimo dowmgrade di Standard & Poor's al rating BBB+ ha rischiato di far uscire i titoli di Stato italiano da molti indici e da molti fondi.   Continua...