6 luglio 2012 / 08:34 / 5 anni fa

PUNTO 2-Unipol/Fonsai, slitta partenza aumenti, si punta a lunedì 16/7

(riscrive unendo lanci, aggiungendo commenti fonti)

di Andrea Mandalà e Gianluca Semeraro

MILANO, 6 luglio (Reuters) - Gli aumenti di capitale da 1,1 miliardi ciascuno di Unipol e Fondiaria-Sai nell'ambito del progetto di integrazione tra i due gruppi non potranno partire lunedì prossimo, come programmato in un primo momento.

Lo hanno comunicato le due compagnie dopo che in mattinata erano stati resi noti i prezzi e i termini delle due operazioni.

Secondo quanto riferito da una fonte vicina a Consob, la Commissione ha infatti chiesto ulteriori approfondimenti sui prospetti informativi, richiesta che rientra tuttavia nella normale prassi autorizzativa per operazioni complesse.

L'obiettivo a questo punto è poter partire lunedì 16, come spiegano alcune fonti vicine alla situazione. Consob dovrebbe tornare, infatti, a riunirsi giovedì dopo che Fonsai avrà consegnato, presumibilmente lunedì, le integrazioni richieste. Nessuna ulteriore integrazione è stata richiesta a Unipol.

Proprio un ritardo nella presentazione della documentazione da parte di Fonsai, che sarebbe arrivata intorno alle due del mattino, avrebbe causato l'allungamento dei tempi, secondo le fonti.

Mercoledì, secondo quanto riferisce una delle fonti, sarebbe poi attesa la decisione del Tar del Lazio sul ricorso presentato da Sator e Palladio contro l'ok Isvap all'acquisto di Premafin da parte di Finsoe e Unipol.

Intanto proseguono i lavori per la costituzione del consorzio di garanzia che assisterà i due aumenti. "Al momento tutte le banche sono sedute al tavolo, alcune hanno dato già la loro adesione, altre sembrano meno propense ma fa parte delle normali trattative", spiega una fonte indicando in Deutsche Bank una delle banche dubbiose. "Il consorzio non è a rischio - spiega un'altra - nonostante i dubbi mostrati da una o due banche".

Le otto banche che stanno lavorando sulle maxi-ricapitalizzazioni sono Mediobanca, Barclays , Credit Suisse, Deutsche Bank, Morgan Stanley , Nomura, Ubs e UniCredit CIB .

Oggi intanto il management Unipol ha incontrato Alessandro Della Chà, custode giudiziale delle azioni Premafin dei trust Evergreen e Heritage, e i curatori fallimentari di Sinergia e Imco, le due holding a monte della catena. "L'incontro è stato positivo - spiega una fonte - c'è stato apprezzamento per l'illustrazione del piano di Unipol"

TITOLI CROLLANO IN BORSA PESA EFFETTO DILUITIVO, PREZZO

La notizia ha accelerato il ribasso per i titoli coinvolti, già stamane sotto pressione dopo l'annuncio delle condizioni dei due aumenti, troppo diluitivi e a prezzi bassi da far pensare che c'è scarsa sfiducia sul buon esito.

"Il prezzo di emissione delle nuove azioni è molto basso ed esprime le perplessità sulle capacità di assorbimento del mercato di un'operazione del genere in questa fase", dice un analista.

"Lo sconto sul Terp non è comunque distante da recenti operazioni di questo genere, ma di più non si poteva fare vista l'enorme quantità di azioni che vengono emesse", aggiunge l'analista.

Unipol ha chiuso a -10,58%, Fonsai a -17,17%, Premafin a -7,99%, Milano Ass. a -10,17%.

Ieri l'operazione aveva registrato un deciso passo in avanti con l'ok di Consob all'esenzione dall'obbligo di Opa anche su Milano Assicurazioni, oltre che su Premafin e Fonsai, condizione a cui era subordinato tutto il piano Unipol.

Stamane le due compagnie avevano dunque annunciato i termini delle due ricapitalizzazioni, la cui efficacia era subordinata all'ok di Consob ai prospetto.

Secondo quanto comunicato, Unipol emetterà circa 422,8 milioni di nuove azioni ordinarie al prezzo di 2 euro ciascuna con un rapporto di 20 nuove ogni azione posseduta, applicando uno sconto del 27,2% circa sul Terp (prezzo teorico ex diritto) sul prezzo ufficiale di borsa di ieri.

Il prezzo delle nuove azioni privilegiate è stato fissato a 0,975 euro, rapporto 20 a 1.

Fonsai invece ha determinato un prezzo per ciascuna delle circa 917 milioni di nuove azioni ordinarie a 1 euro con un rapporto di 252 a 1, e uno sconto di circa 24,7% sul Terp.

Le nuove azioni risparmio di categoria B, offerte in opzione ai possessori delle risp di categoria A, verranno emesse ad un prezzo di 0,565 euro ciascuna, con lo stesso rapporto di opzione delle ordinarie.

PAOLO LIGRESTI ATTACCA BANCHE, NUOVE CRITICHE CDA PREMAFIN

In casa Fonsai le incertezze attorno al consorzio di garanzia sono state citate dai consiglieri Salvatore Bragantini e Paolo Ligresti come i motivi del loro voto contro la delibera del Cda.

Secondo i due consiglieri, infatti, potrebbero esserci ancora "rilevanti modificazioni ai termini del contratto" con il consorzio di garanzia il quale, "non dà sufficienti certezze in ordine all'effettivo ottenimento degli importi necessari ad eseguire l'aumento di capitale della compagnia".

Il contratto - spiegano Bragantini e Ligresti secondo quanto riportato nel comunicato - "lega inscindibilmente" le due operazioni e "consente a tutti i membri del consorzio di non adempiere all'obbligo di garanzia, ove istituti che si siano impegnati per almeno il 10% del rischio di mercato (nella fattispecie, per Fonsai circa 80 milioni) non tenessero fede all'obbligo assunto".

Inoltre "contiene una vasta casistica di eventi, ben oltre la consueta definizione di Material Adverse Change, il cui verificarsi - entro il 27 luglio prossimo - permette alle banche sottoscrittrici di sciogliersi dall'impegno di garanzia", aggiungono i due consiglieri, citando casi quali un downgrading delle compagnia o del debito sovrano italiano e la pubblicazione di supplementi al prospetto informativo.

In una lettera inviata a Premafin, inoltre, Paolo Ligresti scrive che Mediobanca e UniCredit sono andati oltre i diritti alla tutela dei propri crediti e il Cda della holding ne ha subìto l'influenza.

Oggi intanto il Cda di Premafin ha accolto la richiesta di Paolo Ligresti di convocare un'assemblea per la revoca del consiglio e la nomina di nuovi amministratori che dovrebbe tenersi a metà agosto.

- Ha collaborato Valentina Caiazzo

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