5 luglio 2012 / 14:18 / 5 anni fa

PUNTO 2-Unicredit, deal Pamplona amichevole, soci non preoccupati-AD

(Aggiunge commento sofferenze)

MILANO, 5 luglio (Reuters) - Pamplona Capital Management ha confermato direttamente a UniCredit che il recente acquisto del 5,01% del capitale della banca è un investimento amichevole.

Lo ha detto il Ceo Federico Ghizzoni nel corso di un incontro con la stampa estera sottolineando che non ha registrato nessun malumore tra i soci dopo l‘operazione del fondo britannico.

“Hanno ribadito anche ‘one to one’ che l‘investimento è amichevole. Non ci hanno chiesto nulla e hanno scritto anche pubblicamente che non sono interessati al Cda”, ha detto Ghizzoni.

Su presunti mal di pancia tra gli azionisti italiani, in particolare alcune fondazioni, come riportato dalla stampa nei giorni scorsi, Ghizzoni ha precisato di non averne contezza.

“Io non ho registrato malumori da parte dei soci, solo un‘ovvia curiosità su chi sono e cosa fanno. Non ho sentito né malumori né particolari preoccupazioni”, ha detto.

Il banchiere ha poi ribadito che con gli azionisti libici i rapporti sono buoni e ci sono legami commerciali “che vogliamo sviluppare”.

“Non sono in Cda - ha spiegato - perché non ci è stato indicato un nominativo in quanto il momento interno non era facile. L‘unica motivazione è quella. Il Cda è in carica per i prossimi tre anni. Non prevediamo cambiamenti”.

In una conferenza stampa a Milano lo scorso 20 giugno, Mohsen Derregia, presidente del fondo sovrano Lia, aveva dichiarato che avrebbe chiesto una rappresentanza in consiglio in quanto la quota detenuta insieme alla Central Bank of Libya, indicata in quasi il 5%, è significativa. Per dettagli cliccare

UniCredit non intende invece per il momento avviare le procedure per l‘apertura di una banca in Libia, nonostante la licenza sia ancora valida.

DEPOSITI TRIM2 IN CRESCITA, BAD LOANS SALGONO, SOTTO CONTROLLO

UniCredit ha registrato una crescita dei depositi anche nel secondo trimestre e in generale è abbastanza fiduciosa sull‘outlook per l‘intero 2012.

I depositi “si confermano in crescita sia nel gruppo sia in Italia. Sono cresciuti sia nel quarto trimestre sia nel primo e gli ultimi dati confermano il trend”, ha spiegato Ghizzoni.

Per ciò che riguarda i ‘bad loans’, il ceo ha spiegato che la banca “non può essere immune” dal contesto macroeconomico dell‘Italia ma ritiene che la situazione “sia sotto controllo”.

“I bad loans stanno crescendo, credo che sia una situazione ancora sotto controllo e gestibile”, ha detto Ghizzoni sottolineando che il trend italiano è bilanciato da quello di altri paesi.

In generale sull‘outlook 2012 il banchiere si dice “abbastanza fiducioso perché il gruppo è solido sia patrimonialmente sia in termini di liquidità”.

Non si sbilancia invece sul tema dividendi. “Siamo ancora a luglio”, si è limitato a dire.

Il piano industriale presentato lo scorso novembre non è in discussione né come visione strategica né tantomeno sui numeri.

“Oggi manteniamo lo stesso piano industriale dal punto di vista strategico. Quando capiremo come si muoverà l‘economia vedremo se cambiare i numeri. In questo momento non abbiamo discusso sui cambiamenti di numeri del piano”, ha detto.

Ghizzoni ha poi ribadito che per ciò che riguarda i paesi Cee l‘obiettivo “è mantenere la leadership ma non necessariamente un numero identico di paesi”.

“Non faccio la lista dei paesi - ha spiegato - ma potremmo decidere di investire di più in alcuni e uscire quindi da altri”.

Il banchiere ha indicato nuovamente Polonia, Russia e Turchia come mercati ad alti tassi di crescita e quindi interessanti.

Fuori dall‘Europa - ha proseguito - “mi stimola il mercato africano, non soltanto Nord Africa ma anche qualche paese del Centro Africa”. In prospettiva l‘Europa dovrà essere più presente in quell‘area che ha potenzialità di crescita più alte degli altri continenti, “magari non attraverso acquisizioni” ma attraverso altre modalità.

Più difficile - secondo Ghizzoni - la penetrazione in mercati come il Sud America dove i prezzi per acquisire una banca sono alti o l‘Asia, “area attraente ma in cui è difficile pensare ad acquisizioni”.

(Gianluca Semeraro)

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