20 aprile 2012 / 11:39 / tra 5 anni

INTERVISTA- Buongiorno, non pensa a delisting, ottimista su 2012

di Massimo Gaia

MILANO, 20 aprile (Reuters) - Buongiorno non ha in cantiere un delisting, intende proseguire sulla strada della focalizzazione nel mercato del B2C ed è ottimista sulle prospettive finanziarie dell‘anno in corso.

E’ quanto dice, in un‘intervista a Reuters, l‘amministratore delegato del gruppo, Andrea Casalini.

Dopo aver stancamente galleggiato nei primi tre mesi del 2012, il titolo Buongiorno si è improvvisamente impennato da fine marzo, pur subendo alcune prese di beneficio nelle ultime sedute: dal 28 marzo ad oggi (+6,35%, a 1,6090 euro, attorno alle 13,15), Buongiorno ha guadagnato il 23% circa.

Alcuni giorni fa, un quotidiano riferiva di voci di delisting. “Non c‘è niente a cui la società stia lavorando”, replica Casalini. “Siamo soddisfatti della performance del titolo. Da tempo ritenevamo che fosse sacrificato rispetto alle dimensioni e alle prospettive della società. E’ un re-rating che va nella giusta direzione”.

Buongiorno, recentemente, ha ceduto due aziende partecipate, DioraNews e sms.at . “Ci sono ancora alcuni asset nel B2B, ma con una configurazione molto vicina al B2C, in particolare in Francia, e ragionevolmente resteranno nel gruppo”, aggiunge il manager.

Nel 2011, la società aveva scorporato gran parte del business B2B, conferendo gli asset ad una newco, ora denominata Lumata, partecipata dall‘operatore di private equity Francisco Partners al 70% e per la quota restante dal gruppo italiano.

La quota di Buongiorno in Lumata, dice Casalini, “per il momento è destinata a rimanere stabile. C‘è un piano di valorizzazione a medio termine. E’ possibile che (Lumata) cresca attraverso acquisizioni”.

“L‘anno scorso abbiamo deciso di concentrarci sul B2C”, spiega l‘AD. “Puntiamo ad avere un‘offerta di rilevanza internazionale nel servizi per tablet e smartphone, sfruttando i trend tecnologici”. Buongiorno intende focalizzarsi “sulle applicazioni basate sull‘Html 5, sullo streaming musicale, sui pagamenti via telefono mobile, su giochi e gambling”. Sul fronte dei giochi di fortuna “stiamo prendendo la licenza di Spagna (Buongiorno è già autorizzata in Italia e in Francia)”, con l‘obiettivo di creare un portale dedicato.

Per crescere, in specifici mercati o segmenti, Buongiorno “non esclude di effettuare acquisizioni nel medio termine, non è un obiettivo di breve”.

AZIENDA SMENTISCE DI ADDEBITARE SERVIZI NON RICHIESTI

Buongiorno comunicherà i risultati del primo trimestre il prossimo 14 maggio. In un report, Intermonte scrive di attendersi ricavi pari a 58 milioni di euro (+26% a perimetro costante) e un Ebitda di 6,6 milioni (+50%). Sull‘intero anno, il broker stima ricavi pari a 264 milioni e un Ebitda di 32 milioni.

Casalini non entra nel dettaglio dei numeri, ma parla di “buon primo trimestre”, aggiungendo che “c‘è un ottimismo crescente” e che “le prospettive per l‘anno sono buone”.

L‘attuale azionariato di Buongiorno, secondo il sito Consob, vede il presidente Mauro Del Rio al 20,198% del capitale, Holger van den Heuvel al 3,762% e Mitsui al 4,972%. La società nipponica, per effetto della nascita di Lumata, non è più un partner industriale stretto di Buongiorno. Potrebbe, dunque, uscire dall‘azionariato? “Non ci hanno manifestato alcun piano esplicito”, risponde l‘AD. “E’ vero che Mitsui in parte ha passato la mano a Francisco Partners. Credo che siano soddisfatti dell‘investimento, ma, a questo punto, è solo una partecipazione finanziaria. Sarà una loro valutazione, non mi sento di fare previsioni sulla quota”.

Casalini dice di sperare che il balzo delle quotazioni contribuisca ad attirare investitori istituzionali, italiani ed esteri. “C‘è stato un problema di valutazione dell‘Italia”, argomenta, “e, prima del re-rating del titolo, eravamo una micro-cap a livello internazionale. Ma credo che la società abbia le caratteristiche per poter attirare investitori esteri”.

L‘ultima puntata del programma tv ‘Le Iene’ ha messo nel mirino Buongiorno, accusandola, in sostanza, di addebitare servizi non richiesti. Nell‘occasione la società non ha voluto rispondere alle reiterate richieste di chiarimento.

Casalini si dice “amareggiato di come sono state poste le cose. Tutto è partito da una segnalazione di un cliente e da una non buona risposta di un operatore del call center. Voglio escludere nel modo più assoluto e categorico che ci sia qualsiasi servizio di Buongiorno, in proprio o per conto terzi, a cui ci si possa ritrovare automaticamente iscritti. Abbiamo procedure molto rigorose”.

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