19 marzo 2012 / 12:12 / 6 anni fa

SINTESI-Unipol-Fonsai, ok ad aumenti ma Palladio-Sator affilano armi

(Riunisce storie, aggiunge dettagli)

di Gianluca Semeraro e Andrea Mandalà

TORINO/BOLOGNA 19 marzo (Reuters) - Le assemblee straordinarie di Fondiaria-Sai e di Unipol hanno approvato gli aumenti di capitale da 1,1 miliardi ciascuna, finalizzati al progetto di integrazione proposto dalla compagnia bolognese.

Per Fonsai la delibera sulla ricapitalizzazione - necessaria al ripristino del margine di solvibilità della compagnia sceso sotto il livello di guardia - ha incassato, come nelle attese, l‘astensione di Palladio e Sator, le due finanziarie che fanno capo rispettivamente a Roberto Meneguzzo e Matteo Arpe, che complessivamente hanno l‘8% di Fonsai e hanno presentato un piano alternativo su Premafin, holding azionista di riferimento di Fonsai.

L‘ok agli aumenti, le cui esecuzioni sono previste entro maggio, è un passo importante verso l‘integrazione con Unipol che nell‘assemblea di oggi ha ribadito le linee guida del progetto industriale già communicate al mercato venerdì scorso. Per dettagli cliccare

Domani Palladio e Sator presenteranno in conference call le linee guida del loro progetto industriale di rilancio del gruppo Fonsai. Proprio l‘assenza di un piano industriale era stata considerata finora - anche dalle authority - la discriminante tra il piano Unipol e quello alternativo proposto dalle due finanziarie.

“Da soli con l‘8% non possono bloccare alcunchè, a meno che non emergano altri accordi di concerto con altri azionisti, cosa che al momento non è nota né a Unipol né al mercato”, ha dichiarato da Bologna l‘AD Unipol Carlo Cimbri.

In assemblea Fonsai le due finanziarie - che avevano inviato per via telematica una serie di domande sulla ricapitalizzazione, sul piano industriale con Unipol e sullo stato di avanzamento delle due diligence - si sono dichiarate insoddisfatte delle risposte ricevute.

“Le risposte fornite non fanno che confermare le perplessità sul contesto complessivo che è stato rappresentato ai soci e al mercato. Di fronte a un‘operazione da 1,1 miliardi le informazioni fornite mi paiono contraddittorie e insoddisfacenti. Di fronte a un difetto di informativa non possiamo che preannunciare un voto di astensione”, ha dichiarato Stefano D‘Angelo, in rappresentanza di Palladio Finanziaria.

Subito dopo è stato il turno di Giacomo Garbuglia, in rappresentanza di Sator. “Crediamo in questa società - ha detto - ma riteniamo che non sia stata data un‘informazione corretta al mercato. Quindi ci asteniamo”.

“L‘aumento di capitale ci viene detto essere indipendente da Unipol ma subordinato a un consorzio di garanzia che è subordinato al progetto Unipol, quindi c‘è una contraddizione”, ha evidenziato Garbuglia.

La delibera è passata con voti favorevoli per l‘84% dei presenti, mentre gli astenuti sono stati il 15,9%. I voti contrari sono stati pari allo 0,012%. Via libera a maggioranza anche per gli altri punti all‘ordine del giorno tra cui il raggruppamento delle azioni 1 a 100.

Quasi unanime invece il voto a favore della ricapitalizzazione di Unipol (99,81% del capitale presente in assemblea) che, come già annunciato, può godere del pieno appoggio delle coop azioniste riunite in Finose al progetto Fonsai.

“Sono sempre soddisfatto, sono sempre positivo”, è stato il commento di Salvatore Ligresti, presidente onorario di Fonsai, al termine dell‘assemblea.

In realtà alcune risposte agli interrogativi sollevati da Palladio e Sator sono state date sia durante l‘assemblea sia in un‘integrazione alla relazione degli amministratori redatta su richiesta della Consob.

IMPATTO SOLVENCY DA FUSIONE PREMAFIN-FONSAI 16 PUNTI

In particolare la presidente Jonella Ligresti ha spiegato che la fusione di Premafin e Fondiaria-Sai, uno dei temi più discussi visto l‘indebitamento in pancia alla holding che verrebbe spostato sulla compagnia assicurativa, ha un impatto sui solvency ratio di 16 punti percentuali, mentre dall‘eventuale esercizio del recesso, l‘effetto negativo è stimato in 5 punti al massimo.

Sul tema dell‘inclusione di Premafin nel progetto di fusione si è espresso anche l‘AD di Unipol.

“Noi proponiamo operazioni possibili, è inutile perdere tempo studiando operazioni sulla carta che non hanno possibilità”, ha risposto Cimbri in conferenza stampa a chi gli chiedeva dell‘interesse anche verso la holding a capo del gruppo assicuarativo attuamente in mano della famiglia Ligresti.

“Per entrare in Fonsai ci vuole il consenso di Premafin, tutto il resto é teoria”, ha detto il manager ribadendo che nell‘ipotesi di un‘Opa su Fonsai “non c‘è logica economica”.

AUMENTO FONSAI RESTA FINO A 1,1 MLD

Per ciò che riguarda l‘aumento, Jonella Ligresti ha ribadito che, nonostante la richiesta formulata da Premafin di rivederne l‘entità alla luce delle migliorate condizioni di mercato e gestionali, l‘ammontare resta fino a 1,1 miliardi.

La delibera, che verrà presa oggi in assemblea, resterà efficace anche se la fusione con Unipol non andasse in porto. Invece - si legge nell‘integrazione alla relazione - la disponibilità manifestata da Mediobanca e altri istituti per un consorzio di garanzia è legata al progetto Unipol e al momento non esiste analoga garanzia in ottica stand alone.

Tuttavia Jonella Ligresti ha anche affermato che Mediobanca il 23 dicembre aveva dato una generica disponibilità a organizzare il consorzio per l‘aumento, quindi non strettamente legata al piano Unipol.

Fonsai si riserva di verificare inoltre la possibilità di rinegoziare gli accordi in essere per l‘organizzazione di un consorzio di garanzia, qualora ravvisasse criticità tali da mettere a rischio la finalizzazione del progetto Unipol.

E le condizioni attuali dei mercati e gestionali consentono al presidente della compagnia di essere “ragionevolmente serena” sulla capacità di portare a buon fine la ricapitalizzazione anche se dovesse venire meno il progetto Unipol.

L‘aumento di capitale è funzionale al ripristino di livelli soddisfacenti del margine di solvibilità che per Fonsai a fine dicembre era al 78%, ben sotto il livello ritenuto accettabile del 120%. Con l‘aumento il margine di solvibilità in base alle quotazioni dell‘8 marzo scorso sarebbe al 136,5%.

Per Premafin, invece, il solvency ratio era al 62% a fine dicembre.

Jonella Ligresti ha poi dichiarato - sempre in risposta ai quesiti formulati da Palladio e Sator - che il 15 marzo scorso il Cda di Fonsai ha approvato un piano industriale stand alone che vede al 2014 un utile netto di 400 milioni, un combined ratio del 96,2% con un‘ipotesi di contenimento dei costi di 100 milioni e un solvency ratio superiore al 150%.

L‘assemblea ha poi deliberato di non dare lettura pubblica di un documento del collegio sindacale da 100 pagine in risposta a un esposto presentato da Amber Fund, azionista con poco meno del 2%.

TESTA NUOVO GRUPPO SARA’ A BOLOGNA

Secondo Cimbri, se il piano Unipol-Fonsai andrà in porto, è molto probabile che la sede del nuovo gruppo sia a Bologna.

“E’ abbastanza intuitivo dove potrà essere la testa” del nuovo gruppo, ha detto Carlo Cimbri, ricordando l‘azionarato di controllo della compagnia bolognese.

PROPOSTA CONVERTENDO DA 225 MILIONI

In merito alla ristrutturazione del debito di Premafin Cimbri ha anticipato che Unipol chiederà alle banche creditrici della holding di valutare una ristrutturazione del debito, aumentando la parte che sarà trasformata in un prestito convertendo a 225milioni dai 150 precedentemente ipotizzati.

Del debito da trasformare in strumento di capitale, i 75 milini eccedenti la precedente proposta saranno sottoscritti dalla compagnia bolognese in modo da potere aumentare la presa sul nuovo gruppo allo stesso tempo rendendo Premafin “più solida” in vista delle fusioni.

La nuova ipotesi di ristrutturazione del debito di Premafin è al vaglio delle banche e l‘AD si dice fiducioso sull‘esito positivo della proposta.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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