Eni, Knight Vinke ha quota compresa tra 1 e 1,5% - fonte

venerdì 20 gennaio 2012 11:01
 

MILANO, 20 gennaio (Reuters) - Il fondo attivista Knight Vinke ha in mano una quota del capitale di Eni compresa tra l'1% e l'1,5%.

E' quanto dice una fonte vicina alla situazione, confermando quanto scrive un quotidiano, che riporta dichiarazioni di Eric Knight.

Knight Vinke, si legge sul Corriere della Sera, "non ha perso di vista il dossier Eni-Snam " e potrebbe raggiungere l'obiettivo dello scorporo con il decreto liberalizzazioni. "La cessione della quota di maggioranza", dice Knight al quotidiano, "non sarebbe solo un messaggio. Sarebbe una mossa che libererebbe risorse importanti per la 'fase due' del governo".

Secondo il fondo, Eni soffre di una sottovalutazione del prezzo per azione stimabile tra il 35 e il 70%. Knight rimprovera all'AD Paolo Scaroni una visione "più simile a quella di un gestore di partecipazioni".

Il CorSera scrive che, "con un taglio netto alla maggioranza di Snam, il Cane a sei zampe non solo potrebbe incassare all'incirca 6 miliardi di euro, ma potrebbe anche deconsolidare 11,5 miliardi di euro di indebitamento sui 25,5 miliardi di debito netto atteso per fine 2011, aprendosi a nuovi investimenti".

Secondo la bozza di decreto circolata negli ultimi giorni, lo scorporo di Snam avverrà in più tappe, con l'emanazione di un altro decreto, sei mesi dopo il primo, che fisserà il nuovo assetto di Snam e che concederà ad Eni due anni per scendere al 20%.

Per Knight Vinke, però, si legge, bisognerà essere più veloci, "perché questa volta il mercato non potrà essere ingannato e trarrà le sue conseguenze in caso di ritardo o inadempimento".

Knight Vinke non ha voluto commentare quanto scritto dal Corriere della Sera.

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