28 dicembre 2011 / 13:07 / 6 anni fa

PUNTO 1-Risparmio gestito,persi altri 8,5 mld,oltre 31 mld da gennaio

* Negative tutte le categorie di gestione e di fondi

* Riscatti anche sulle gestioni di portafoglio istituzionali

* Pesa incertezza mercati, normativa in Italia, concorrenza altri strumenti (Aggiorna con altri dettagli da comunicato stampa, commenti)

MILANO, 28 dicembre (Reuters) - Perde altri 8,5 miliardi di euro l'industria del risparmio gestito in Italia a novembre, mese che porta il bilancio dei deflussi da inizio anno a superare i 31 miliardi di euro.

Secondo i dati preliminari, diffusi stamani da Assogestioni, l'emorragia continua a privilegiare la gestione collettiva (-6,25 miliardi), rappresentata essenzialemente dai fondi aperti. Questi ultimi hanno visto fuggire, da gennaio, 26,5 miliardi circa, interamente riconducibili a fondi di diritto italiano.

I riscatti non risparmiano a novembre neppure le gestioni di portafoglio, che vedono raddoppiare i deflussi a 2,24 miliardi.

Accusa il colpo il patrimonio complessivo, sceso a 926,36 miliardi alla fine del mese scorso rispetto ai 958,3 miliardi di ottobre.

Uscite perfino dalle gestioni istituzionali (-570 milioni), che fino a qui avevano mostrato segnali di tenuta.

"Non mi sorprende, sono probabilmente scattati gli stop-loss e quindi anche gli istituzionali hanno lasciato le gestioni", spiega Simone Calamai, AD di Fundstore. "Fino a non molte settimane fa c'era anche un clima di paura che può aver provocato qualche iniziativa di tipo 'emotivo'", aggiunge.

La disaffezione verso l'industria interessa tutti i maggiori gruppi di gestione e prodotto per patrimonio gestito a novembre con l'eccezione di Axa (+69,4 milioni) e Franklin Templeton Investments (+23,1 milioni). In tenuta anche il gruppo Bnp Paribas (-5 milioni) e, scendendo in termini di asset under management, Azimut (+121,7 milioni).

ACCELERANO RISCATTI SU FLESSIBILI

Tra i fondi, i riscatti si concentrano ancora una volta sugli obbligazionari (-2,4 miliardi), segnando una decisa accelerazione sui flessibili (-1,3 miliardi da -580 milioni circa), prodotto generalmente ritenuto più adatto a navigare la volatilità dei mercati perchè attribuisce maggiore delega al gestore. Ma tutte le categorie soffrono, dai monetari (-1,3 miliardi circa) agli azionari (-680 milioni circa).

All'origine della débacle del settore ci sono, secondo gli addetti al settore, non solo l'instabilità dei mercati finanziari ma anche fattori endemici dell'industria e del settore finanziario in Italia più in generale.

"C'è una perdita di fiducia che colpisce tutte le classi di attivo anche i flessibili", osserva Corrado Caironi, strategist di R&CA - Ricercaefinanza.it, definendo quello che volge al termine un anno "molto difficile rispetto alle attese iniziali, in cui non abbiamo visto nessuna svolta sul fronte della crisi del debito sovrano e adesso ci avviamo verso una recessione in Europa".

Alla crisi di fiducia, per Caironi si aggiunge "la concorrenza, in particolare per i fondi monetari, dei rendimenti dei titoli di stato e dei conti di deposito anche perchè dal primo gennaio la tassazione passa dal 27% al 20%". Senza contare che "le banche sono a caccia di liquidità e quindi cercano di collocare le proprie obbligazioni", aggiunge.

Fa eco Calamai. "C'è un'assoluta incertezza dominante sul fronte dell'andamento dei mercati - con la difficoltà di leggerne i futuri sviluppi - aggravato in Italia dall'incertezza sul quadro normativo".

A titolo di esempio, il manager cita la questione del bollo sul deposito titoli. "Non è chiaro chi lo dovrà calcolare e applicare, soprattutto nel caso di un cliente con più dossier titoli".

MOLTE INCOGNITE SULLE PROSPETTIVE DELL'INDUSTRIA NEL 2012

Dicembre dovrebbe restare fedele al trend del resto dell'anno ma le prospettive per il settore non si preannunciano più rosee nel 2012.

"Di solito dicembre è un mese di per sè difficile perchè il retail preferisce destinare risorse ad altro ed gli investitori aggiustano i portafogli in vista della chiusura dell'anno", fa notare Calamai. "Non mi aspetto dunque un mese esaltante, sarà in linea con il trend discendente dei mesi precedenti, ma non dovrebbe presentare elementi di particolare negatività".

Per Caironi "questo trend negativo sui fondi comuni può essere rallentato solo dalla capacità di mettere in sicurezza i debiti sovrani e dall'adeguamento delle banche agli standard patrimoniali che toglierà la pressione a cui sono sottoposti gli istituti di credito sul fronte della liquidità".

"La consulenza può inoltre giocare un ruolo determinante per il mondo del risparmio gestito sia in termini di diversificazione che di prospettiva di investimento di medio termine", conclude.

(Maria Pia Quaglia)

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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