20 dicembre 2011 / 14:32 / 6 anni fa

Bpm, Investindustrial non ha sottoscritto inoptato aumento- fonti

MILANO, 20 dicembre (Reuters) - Investindustrial non ha sottoscritto i diritti inoptati dell‘aumento di capitale di Pop Milano offerti in borsa al termine del periodo di offerta in opzione.

Lo dicono fonti finanziarie dopo che ieri l‘istituto milanese ha comunicato i risultati definitivi dell‘aumento di capitale da 800 milioni di euro, sottoscritto per oltre il 94%.

Al consorzio di garanzia guidato da Mediobanca toccherà accollarsi il restante 5,98% delle azioni non sottoscritte.

“Investindustrial non ha sottoscritto i diritti durante asta”, dice la fonte.

La partecipazione in mano al fondo che fa capo ad Andrea Bonomi è stata nel frattempo arrotondata al 6,74% dal 6,63% “attraverso acquisti sul mercato” aggiunge la fonte.

Il presidente del consiglio di gestione di Pop Milano aveva preannunciato di salire al 9,9% ma non sono ancora chiare né la modalità né la tempistica.

Non sono ancora noti i nomi che hanno sottoscritto i diritti che erano rimasti inoptati dopo il periodo di offerta in opzione concluso lo scorso 18 novembre con adesioni pari all‘81,7%.

Indiscrezioni stampa dei giorni scorsi avevo ipotizzato acquisti dell‘inoptato in fase d‘asta da parte di hedge fund per scopi puramente speculativi, visto che durante i periodo di offerta il titolo Bpm è rimasto sotto il prezzo dell‘aumento di 0,30 euro.

Il mercato sembra comunque premiare l‘esito dell‘operazione di ricapitalizzazione, migliore delle attese considerando la fase critica dei mercati.

Scontando il rafforzamento di Bonomi, l‘effetto ‘overhang’ rimane circoscritto e limitato al 2,8% circa, sottolineano gli analisti.

Alle 15,15 il titolo Pop Milano svetta all‘interno dell‘indice principale di Piazza Affari con un rialzo del 5,58% a quota 0,309 euro.

“Si pensava ad un esito peggiore dell‘aumento. La percentuale di inoptato non è poi così elevato considerato l‘attuale momento dei mercati” dice un analista.

“Il rischio di collocamento da parte del consorzio è limitato considerando la quota di azioni che dovrebbe prendere Bonomi”, aggiunge.

Un ulteriore overhang sul mercato potrebbe derivare dall‘emissione dei titoli legati al convertendo 2009-2013.

Il prossimo 22 dicembre si terrà l‘assemblea degli obbligazionisti per la modifica delle condizioni del bond convertendo con la riduzione dello strike price a 2,71 da 6 euro e l‘anticipazione della conversione automatica delle obbligazioni dall‘1 giugno 2013 al 29 dicembre 2011.

La ristrutturazione del prestito, che comporterà un aumento del numero delle azioni a servizio del prestito, si inserisce nell‘ambito delle linee guida del piano industriale ed è finalizzato al rimborso anticipato dei Tremonti Bond entro il 31 dicembre 2012.

(Andrea Mandalà)

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