6 agosto 2008 / 14:22 / tra 9 anni

PUNTO 1 - Fondi Italia, a luglio deflussi per 13,5 mld euro

(riscrive con commento gestore)

MILANO, 6 agosto (Reuters) - Non si arresta l‘emorragia di capitali dal sistema dei fondi in Italia. A luglio, infatti, la raccolta netta è stata negativa per 13,5 miliardi di euro, dopo il rosso di 12,6 miliardi di giugno. Da inizio anno, i riscatti hanno superato quota 82 miliardi.

In calo anche il patrimonio in gestione, arrivato a circa 500 miliardi, rispetto ai 515 miliardi di giugno.

Lo dice la nota di consuntivo mensile preliminare di Assogestioni.

“Il trend è sempre negativo, c’è poco da fare”, commenta sconsolato Angelo Lazzari, amministratore delegato di ARC Asset Management, società con sede in Lussemburgo specializzata nella creazione e gestione di soluzioni d‘investmento.

Secondo Lazzari, l‘unica soluzione, per evitare che l‘industria del risparmio gestito in Italia sparisca, è che “Consob e Bankitalia trasformino in realtà gli annunci”, ovvero vadano “contro gli interessi dei grandi gruppi bancari”.

La crisi dell‘asset management italiano, prosegue Lazzari, non è legata né alla concentrazione nelle banche di produzione e distribuzione, né all‘annosa questione della tassazione differenziata. Il nodo, a suo giudizio, è la trasparenza, perché “il fondo è un prodotto trasparente, che si deve confrontare con obbligazioni bancarie, strutturati e derivati”, contro i quali “sarà sempre perdente, perché il distributore vende il prodotto che rende di più ed è più facile da piazzare”.

Lazzari, inoltre, ritiene che si debba seguire la strada tracciata da Euronext, come indicato da Mario Draghi, con la creazione di una piattaforma online per il trading di fondi. “Tutti i prodotti dovrebbero essere uguali e trasparenti, avere un Nav ufficiale, cioè un prezzo a cui a una determinata data ci sono un venditore e un compratore, almeno una volta al mese”, aggiunge l‘AD di ARC AM.

Tornando alla raccolta di luglio e guardando alle tipologie di prodotto, i fondi azionari hanno registrato deflussi per 2,6 miliardi (-2,3 miliardi il mese precedente), mentre la raccolta netta degli obbligazionari è stata negativa per oltre 7,6 miliardi (quasi -6 miliardi a giugno).

La liquidità resta in negativo, dopo il rosso di 2,6 miliardi di giugno, segnando deflussi per 1,2 miliardi. Lazzari di ARC AM considera questo dato particolarmente preoccupante, perché significa che le banche, “facendo legittimamente i propri interessi”, spingono i risparmiatori a tenere i soldi sui conti correnti.

Gli hedge hanno registrato riscatti per 179 milioni (il mese precedente avevano subìto riscatti per 449 milioni). Bilanciati in rosso per 551 milioni, contro deflussi per 539 milioni a giugno, e flessibili negativi per 1,3 miliardi (-690 milioni a giugno).

Analizzando i dati in base al domicilio, i fondi di diritto italiano accusano deflussi per quasi 8,6 miliardi (oltre -8,8 miliardi a giugno).

Il dato preliminare dei deflussi per i fondi di diritto estero (sia di gruppi italiani, sia esteri) è stato di quasi -5 miliardi (-3,8 miliardi il mese precedente).

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