6 aprile 2009 / 13:18 / tra 8 anni

PUNTO1 - Fondi Italia, rosso marzo 5,1 mld, cash torna negativo

(aggiunge commento esperti di settore dal quarto paragrafo)

MILANO, 6 aprile (Reuters) - A marzo torna ad aumentare il rosso dei fondi comuni italiani ed esteri attivi in Italia, arrivato a 5,1 miliardi dai -2,9 a febbraio. In lieve discesa anche il patrimonio investito in fondi aperti, sceso di due miliardi a 386 miliardi.

Lo dice Assogestioni sottolineando che la categoria fondi di liquidità - dopo il dato positivo di febbraio - torna a registrare segno meno per 139 milioni (da +572 milioni), anche se con un patrimonio in crescita rispetto allo scorso mese (87 miliardi, pari al 22,6% del patrimonio complessivo).

In dettaglio è sempre pesante il consuntivo della categoria obbligazionaria (-2,7 miliardi da -1,7), e non brillante quello dei fondi azionari (-490 milioni da -143). Prevalenza di riscatti per 677 milioni sui fondi hedge (da -602), per 701 milioni sui flessibili (da -687) e per 420 milioni sui bilanciati (da -348).

“Mi aspettavo un dato un pochino migliore, soprattutto sui fondi bilanciati e azionari”, commenta a caldo Leonardo Cervelli, direttore commerciale di Sella AM.

“Il dato sugli azionari, in particolare, mette in luce la difficoltà di ovviare a quella che definirei ‘finanza emotiva’, per cui i riscatti accelerano anche in momenti che potrebbero essere minimi per la borsa”, spiega.

Nicola Saccone, responsabile gestione patrimoniali di Banca Profilo, non sembra invece sorpreso.

“Il comparto azionario non ha fatto poi così male”, dice, “c’è sentore che il mercato sia sceso troppo negli ultimi mesi, ora non è più così conveniente vendere fondi azionari perchè potrebbe esserci un rimbalzo”, spiega.

“Bizzarri” i dati sui bond e sui fondi di liquidità, dice ancora Cervelli, perchè “l‘attuale scenario macro e dei tassi potrebbe essere favorevole a tali comparti”: se il dato non rispecchia questa situazione, dice, “forse è perchè tali investimenti non vengono proposti abbastanza”.

Secondo Saccone, il deflusso degli obbligazionari è dovuto alla possibilità di un rimbalzo azionario, per cui “è meglio spostarsi su prodotti con volatilità maggiore che potrebbero dare ritorni superiori”.

Inoltre, dice, per le banche in questa fase è “più facile convincere i sottoscrittori a spostarsi verso obbligazioni bancarie, che non verso fondi obbligazionari che performano poco”.

Con un occhio alla provenienza dei fondi, a marzo la raccolta netta dei gruppi italiani è stata negativa per 4,8 miliardi (da -2,9), quella degli esteri per 350 milioni (da +37 milioni). Meno 3,3 miliardi il dato dei fondi di diritto italiano, -1,9 miliardi quelli dei fondi di diritto estero.

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