Fondi, mancata equiparazione non armonizzati non mina scudo-AIPB

venerdì 6 novembre 2009 16:16
 

MILANO, 6 novembre (Reuters) - AIPB (Associazione Italiana Private Banking) prevede che la marcia indietro parlamentare sulla decisione di tassare anche i fondi non armonizzati europei al 12,5% non scoraggerà l'emersione di tali prodotti attraverso l'adesione allo scudo fiscale.

"E' prevedibile che soggetti interessati ad avvalersi dello scudo considerino soluzioni alternative per poter comunque effettuare l'emersione, ad esempio, riscattando o cedendo le quote dei fondi esteri non armonizzati prima del perfezionamento del rimpatrio", ha detto a Reuters Paolo Ludovici, dello studio Maisto e vicepresidente della commissione tecnica AIPB.

In alternativa, tali prodotti possono essere inseriti in polizze assicurative tassate al 12,5%.

Nella serata del 3 novembre il Senato ha approvato un emendamento soppressivo dell'articolo 14 del DDL 1784/2009 che prevedeva l'equiparazione fra fondi armonizzati - tassati al 12m5% e fondi non armonizzati europei in materia fiscale - tassati invece con aliquota progressiva Irpef in sede di dichiarazione dei redditi. Una modifica considerata vantaggiosa per chi avesse deciso di far emergere questi prodotti in occasione dell'aministia fiscale partita il 15 settembre perchè rendeva più agevole il trasferimento delle posizioni detenute all'estero.

Infatti l'equiparazione dei regimi tributari avrebbe consentito, con l'applicazione dell'imposta sostitutiva del 12,5% da parte dell'intermediario, di assolvere in via definitiva gli obblighi tributari gravanti sul percettore dei proventi del fondo preservandone l'anonimato. Con il permanere dell'attuale regime tributario, viceversa, l'anonimato di fatto si perde in relazione ai proventi che il percettore percepirà negli anni perchè questi ultimi devono essere esposti nella dichiarazione dei redditi.