6 ottobre 2009 / 13:26 / 8 anni fa

RPT - PUNTO 1 - Fondi,raccolta ancora positiva ma cala a 1,6 mld

(precisa carica Stefano Massa a nono paragrafo)

MILANO, 6 ottobre (Reuters) - La raccolta del sistema fondi in Italia conferma il segno positivo di agosto registrando a settembre afflussi per 1,58 miliardi di euro, contro i 2,8 miliardi di agosto.

Si tratta del quarto mese in nero quest‘anno per l‘industria dopo maggio, luglio e agosto, dicono le statistiche rese note oggi da Assogestioni - anche se il bilancio da inizio anno resta negativo per 7,56 miliardi.

“Sta tornando una certa fiducia (...) ma c’è anche da dire che le banche, i cui conti sono in miglioramento, hanno meno bisogno di suggerire ai clienti di vendere fondi e comprare obbligazioni proprie”, commenta il presidente di Pharus Sicav, Davide Pasquali. “Mi aspetto che la raccolta cresca, di qui in poi”.

Il bilancio tra sottoscrizioni e riscatti sostiene la crescita del patrimonio che cresce leggermente e arriva a quota 422,5 miliardi di euro, dai 416,6 di agosto.

ANCORA VENTO IN POPPA PER GLI OBBLIGAZIONARI

Guardando alle categorie, a trainare la raccolta di settembre sono stati ancora gli obbligazionari (1,5 miliardi dai 909 milioni di agosto); in secondo piano l‘azionario, che ha visto una raccolta positiva ma in rallentamento (339 milioni da 417).

“Sugli azionari c’è ancora una certa cautela dettata dai timori per la ripresa (...) mentre alcuni obbligazionari corporate, in questa fase, possono avere spread davvero interessanti”, spiega Pasquali.

Negativi a sorpresa i fondi di liquidità che ad agosto avevano guidato la classifica e oggi registrano un -311 milioni di euro.

Secondo il presidente di Pharus questo era un dato prevedibile: “i tassi a breve sono irrisori, quasi negativi: sarebbe assurdo rimanere sui fondi di liquidità”, sostiene.

Le altre due categorie che accusano deflussi, anche se contenuti, sono quella dei fondi hedge (-58 milioni, in ridimensionamento rispetto ai mesi scorsi) e quella dei flessibili (-71 milioni).

Sui primi Stefano Massa, direttore generale di UBI Pramerica Alternative Investments, fa notare che “i fondi hedge possono ancora migliorare la loro identità grazie anche alla stabilizzazione dei mercati”. L‘esperto sottolinea che i prodotti hedge sono tornati ad avere “bassa volatilità e poca correlazione con l‘andamento dei mercati” e si mostra fiducioso su un possibile azzeramento dei deflussi nei prossimi mesi.

Sui secondi, i fondi flessibili, Pasquali dice invece che “hanno perso appeal perchè nella fase di discesa non hanno protetto quanto avevano promesso”: un deflusso anche nei prossimi mesi, dunque, “non stupirebbe”.

Se i gruppi italiani continuano a fare la parte del leone (1,5 miliardi contro i 20 milioni di quelli esteri), a livello di domicilio gli afflussi ai fondi di diritto estero hanno superato però largamente quelli dei fondi di diritto italiano (1,186 miliardi contro 396 milioni).

“I gruppi italiani spostano le risorse sui fondi di diritto estero anche per il differente regime di tassazione”, sminuisce Pasquali.

Guardando alla tabella delle principali società di promozione, infine, spiccano la raccolta negativa di Intesa San Paolo (ISP.MI) (-106 milioni da +585 milioni in agosto) e la brillante performance di Pioneer-Unicredit (CRDI.MI) (954,7 milioni da 370 circa il mese scorso).

Assogestioni ricorda che le statistiche relative ai fondi di diritto estero sono parziali e che la raccolta definitiva viene resa nota solo con la pubblicazione della mappa del risparmio gestito.

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