UniCredit, decisione su vendita Pioneer non prima di referendum - fonti

lunedì 3 ottobre 2016 17:05
 

di Paola Arosio e Gianluca Semeraro

MILANO, 3 ottobre (Reuters) - Una decisione sulla vendita di Pioneer Investments da parte di UniCredit non verrà presa prima del referendum costituzionale in agenda il 4 dicembre.

Lo riferiscono alcune fonti vicine alla situazione.

"Tutto è rinviato a dopo il referendum", spiega una delle fonti. "E' un momento di attesa. Si aspetta il referendum, non soltanto per una ragione politica ma anche per l'incertezza che potrebbe scaturire sui mercati finanziari che è già molto alta", dice una seconda fonte. UniCredit non commenta.

Qualche giorno fa UniCredit ha annunciato che gli esiti della strategic review saranno annunciati il 13 dicembre.

Secondo quanto riferito la settimana scorsa da fonti vicine alla situazione, UniCredit sta valutando azioni di capital management fino a 15-16 miliardi di euro e punta a contenere l'aumento di capitale fino a 5-6 miliardi grazie a una serie di cessioni.

Per Pioneer, con cui UniCredit punta a raccogliere fino a 3 miliardi, il Cda ha scremato la lista degli interessati ammettendo nella data room Poste Italiane, che si muove in tandem con Cdp e Anima Holding, Generali, Amundi e Axa, secondo quanto hanno riferito giorni fa da alcune fonti. Una di esse parlava di un'offerta economica più alta da parte di Amundi e di una preferenza del governo per la vendita a Poste. CorrierEconomia cita invece "in prima fila" Macquarie.

Secondo alcune fonti Generali sarebbe in posizione più defilata su Pioneer, mentre guarderebbe con maggiore attenzione a un'operazione tra la controllata Banca Generali e FinecoBank, altro asset UniCredit che potrebbe essere in vendita. La compagnia triestina non commenta. Il direttore generale Alberto Minali ha dichiarato la settimana scorsa che è un'ipotesi assolutamente lontana anche se l'operazione è "potenzialmente interessante" e che Banca Generali e Fineco sono "due banche ben gestite e integrabili".

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