PUNTO 1-Rcs, fondo Invesco sale a 5%, management rinuncia a bonus

giovedì 27 marzo 2014 13:28
 

(Riscrive con notizia rinuncia a bonus)

MILANO, 27 marzo (Reuters) - L'AD di Rcs incassa la fiducia del fondo Invesco, salito sopra il 5% del capitale, ma fa un passo indietro sul piano di incentivazioni riservato al top management che verrà congelato fino al ritorno all'utile del gruppo editoriale.

Dopo un crescendo di polemiche sfociato ieri con la minaccia di dimissioni del direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli e le critiche dell'azionista Urbano Cairo, il Cdr del quotidiano informa oggi i lettori di aver rinunciato al pacchetto di tre giorni di sciopero perché l'AD ha annunciato ieri sera la sospensione dei bonus.

Un passo che dovrebbe contribuire a mitigare gli animi in vista del Cda di domani e soprattutto dell'assemblea di bilancio prevista - ma non ancora convocata - l'8 maggio, quando gli azionisti si confronteranno per la prima volta dopo lo scioglimento del patto di sindacato.

Proprio i cambiamenti dell'assetto azionario seguiti alla ricapitalizzazione e alla fine anticipata dell'accordo parasociale sono l'elemento di maggiore instabilità per il gruppo. Più azionisti, a partire da Diego Della Valle e Urbano Cairo, hanno pubblicamente detto che l'attuale Cda non è più rappresentativo della nuova compagine azionaria. Accanto ci sono critiche alla gestione, che si sono manifestate con le accese polemiche di Della Valle e con le dimissioni del consigliere e azionista Carlo Pesenti.

Le diplomazie per evitare la prova di forza in assemblea sono al lavoro. Le ipotesi vanno da una piccola integrazione del consiglio a un rimpasto più corposo che possa soddisfare le varie componenti dell'azionariato. Sembra solido, per ora, l'appoggio dei maggiori soci alla permanenza dell'AD.

Intanto, secondo gli ultimi aggiornamenti Consob, il fondo Invesco ha aumentato la sua quota al 5,065% dal precedente 2,093% dopo l'Investor Day organizzato dal management di Rcs il 12 marzo.

Il mercato, in base a quanto si legge sui report dei vari analisti pubblicati dopo la presentazione dei risultati, ha dimostrato di apprezzare i risultati del piano industriale ottenuti finora dal management, che sono costati molto ai lavoratori del gruppo e che comunque non consentiranno il ritorno all'utile neanche quest'anno. Un analista scrive oggi che una conciliazione delle tensioni che salvaguardi il Cda fino a scadenza del mandato sarebbe la strada più utile.

Da inizio mese il titolo è salito dell'8% circa, +28% negli ultimi tre mesi. Stamane a fine mattino viaggia a +0,9% a 1,742 euro in un mercato piatto. Accanto a un indiscutibile miglioramento del sentiment del mercato verso la società, ha giocato anche la sempreverde componente speculativa su possibili battaglie per il controllo.   Continua...