January 23, 2014 / 12:57 PM / 4 years ago

PUNTO 1-Risparmio gestito, raccolta 2013 a 65 mld, fondi record dal 1999

6 IN. DI LETTURA

* Raccolta risparmio gestito a massimi da inizio serie storica

* Patrimonio a 1.330 miliardi circa a fine 2013

* Fondi flessibili i più sottoscritti con 28,4 miliardi sull'anno (Aggiunge commento Alberto Foà)

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 23 gennaio (Reuters) - Il sistema del risparmio gestito archivia, con l'ultimo mese in rosso per circa mezzo miliardo, un anno record che ha visto afflussi per circa 65 miliardi. Si tratta del miglior risultato di raccolta dal 2003, cioè da quando vengono pubblicate informazioni consolidate fra fondi e mandati.

Il segno negativo del mese di dicembre è dovuto a deflussi dai mandati istituzionali per 3 miliardi; di questi 2,2 miliardi sono attribuibili al gruppo Generali, in particolare al risultato dell'attività che la sgr del Leone ha svolto nel mese, per conto proprio di Generali, sulle partecipazioni strategiche del gruppo.

I dati preliminari, resi noti oggi da Assogestioni, evidenziano una leggera flessione del patrimonio rispetto a novembre, a 1.331 miliardi, complice un effetto performance negativo di circa 20 punti base. Nella lettura finale, l'associazione di categoria si aspetta una correzione verso l'alto di circa un miliardo del saldo dell'ultimo trimestre,con l'aggiunta dei dati delle società estere che non partecipano alle rilevazioni mensili.

Con altri 2,7 miliardi di sottoscrizioni i fondi aperti si confermano il motore della raccolta dell'anno scorso con un contributo per 48,7 miliardi, il massimo dal 1999. Tra questi, fanno la parte del leone i flessibili con 1,7 miliardi di sottoscrizioni a dicembre, 28,4 miliardi circa su tutto l'anno.

"Nel 2012 la categoria che ha raccolto in assoluto di più erano stati gli obbligazionari flessibili, che è stata la prima generazione dei fondi a cedola, molto generosi grazie ai tassi particolarmente interessanti e al recupero dei titoli di stato di quel periodo", ricorda Alessandro Rota, responsabile ufficio studi di Assogestioni. "Nel 2013 c'è stato un cambiamento: i nuovi fondi a cedola tendono ad essere classificati preferibilmente nei fondi flessibili perchè, con i tassi ormai al lumicino, ci si è spostati verso prodotti che consentano un'esposizione al mercato equity per dare quell'upside che nei fondi strettamente obbligazionari è più difficile avere".

Rota ricorda che la raccolta di questi prodotti è stata sostenuta dal meccanismo, particolarmente incentivante per le reti, dell'anticipo commissionale previsto per la vendita di fondi "a finestra" con scadenza definita.

Per Alberto Foà, presidente e fra i fondatori di AcomeA, si tratta di fondi che vengono venduti con una promessa ambigua: "Promettono una cedola fissa che viene pagata indipendentemente dalle performance del fondo attingendo al capitale versato dal sottoscrittore", Inoltre, nella struttura commissionale, "si è trovato l'espediente discutibile di anticipare alla distribuzione una parte della commissione di gestione. Sono meccanismi che vanno più nell'interesse della distribuzione che del sottoscrittore", conclude.

Piu' Azionario in 2014?

Meno della metà dei flessibili hanno raccolto i prodotti che investono in reddito fisso (360 milioni il mese scorso e 12,8 miliardi nel 2013).

La metaformorfosi dei fondi a cedola, con un progressivo aumento del contenuto di rischio, potrebbe essere "il primo passo per poi tornare sull'equity", secondo Rota.

Quest'anno azionari e bilanciati hanno chiuso l'anno con una raccolta per rispettivamente 4,6 e 6,3 miliardi. I riscatti hanno prevalso nel caso dei monetari (-1,6 miliardi) e degli hedge (-1,7 miliardi).

"A livello di sistema la raccolta terrà ancora almeno finchè i mercati crescono o comunque non crollano: la raccolta è storicamente prociclica", ha sottolineato Rota, citando la correlazione fra l'andamento del MSCI World e delle sottoscrizioni.

Nonostante la preferenza resti nettamente per i fondi domiciliati all'estero, che nel 2013 hanno raccolto tre volte quelli di diritto italiano, l'anno presenta un quadro meno sbilanciato in loro favore rispetto al passato. I fondi di diritto italiano hanno raccolto 11,4 miliardi circa a fronte dei 37,3 miliardi di sottoscrizioni per i fondi esteri.

"In Italia le commissioni di performance si possono applicare solo sulle performance realizzate sull'arco di tempo di almeno un anno. Così non è all'estero, dove si possono applicare mensilmente o trimestralmente come avviene per esempio in Irlanda", spiega Foà.

Fra i maggiori gruppi di gestione a dicembre spicca infine la raccolta di Poste, quasi 600 milioni di euro, seguita da Azimut e Morgan Stanley, entrambe con afflussi per circa 380 milioni circa nel mese. Raccolta superiore ai 300 milioni anche per l'aspirante matricola AM Holding, a cui fa capo Anima sgr.

AcomeA ha archiviato l'anno scorso con una raccolta di 225 milioni di euro di cui 110 milioni derivanti da un'acquisizione. Il patrimonio in gestione è di 700 milioni di euro.

"Se la classe 'execution only' continua così vedremo presto quota 1 miliardo", ha detto Foa riferendosi alla classe di fondi che consente, a chi non ha bisogno di consulenza, di sottoscrivere direttamente i fondi sul sito della società con la possibilità di risparmiare fino al 55% sui costi di gestione.

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