Risparmio gestito, dicembre in rosso con mandati, raccolta 2013 a 65 mld

giovedì 23 gennaio 2014 11:29
 

MILANO, 23 gennaio (Reuters) - Il sistema del risparmio gestito archivia, con l'ultimo mese in rosso per circa mezzo miliardo, un anno record che ha visto afflussi per circa 65 miliardi. Si tratta del miglior risultato di raccolta dal 2003, cioè da quando vengono pubblicate informazioni consolidate fra fondi e mandati.

Il segno negativo del mese di dicembre è dovuto a deflussi dai mandati istituzionali per 3 miliardi; di questi 2,2 miliardi sono attribuibili al gruppo Generali, in particolare al risultato dell'attività che la sgr del Leone ha svolto nel mese, per conto proprio di Generali, sulle partecipazioni strategiche del gruppo.

I dati preliminari, resi noti oggi da Assogestioni, evidenziano una leggera flessione del patrimonio rispetto a novembre, a 1.331 miliardi, complice un effetto performance negativo di circa 20 punti base. Nella lettura finale, l'associazione di categoria si aspetta una correzione verso l'alto di circa un miliardo del saldo dell'ultimo trimestre,con l'aggiunta dei dati delle società estere che non partecipano alle rilevazioni mensili.

Con altri 2,7 miliardi di sottoscrizioni i fondi aperti si confermano il motore della raccolta dell'anno scorso con un contributo per 48,7 miliardi, il massimo dal 1999. Tra questi, fanno la parte del leone i flessibili con 1,7 miliardi di sottoscrizioni a dicembre, 28,4 miliardi circa su tutto l'anno.

"Nel 2012 la categoria che ha raccolto in assoluto di più erano stati gli obbligazionari flessibili, che è stata la prima generazione dei fondi a cedola, molto generosi grazie ai tassi particolarmente interessanti e al recupero dei titoli di stato di quel periodo", ricorda Alessandro Rota, responsabile ufficio studi di Assogestioni. "Nel 2013 c'è stato un cambiamento: i nuovi fondi a cedola tendono ad essere classificati preferibilmente nei fondi flessibili perchè, con i tassi ormai al lumicino, ci si è spostati verso prodotti che consentano un'esposizione al mercato equity per dare quell'upside che nei fondi strettamente obbligazionari è più difficile avere".

Rota ricorda che la raccolta di questi prodotti è stata sostenuta dal meccanismo, particolarmente incentivante per le reti, dell'anticipo commissionale previsto per la vendita di fondi "a finestra" con scadenza definita.

"Il fatto che si siano trasformati in fondi più aggressivi denota un processo di adeguamento al mercato", ha detto l'analista. "Magari questo è il primo passo per poi tornare sull'equity".

Meno della metà dei flessibili hanno raccolto i prodotti che investono in reddito fisso (360 milioni il mese scorso e 12,8 miliardi nel 2013). In nero, seppur con importi inferiori, azionari e bilanciati che chiudono l'anno con una raccolta per rispettivamente 4,6 e 6,3 miliardi. I riscatti hanno prevalso nel caso dei monetari (-1,6 miliardi) e degli hedge (-1,7 miliardi).

"A livello di sistema la raccolta terrà ancora almeno finchè i mercati crescono o comunque non crollano: la raccolta è storicamente prociclica", ha sottolineato Rota, citando la correlazione fra l'andamento del MSCI World e delle sottoscrizioni.   Continua...