27 novembre 2013 / 15:13 / 4 anni fa

PUNTO 1-Risparmio gestito ottobre incamera 3,6 mld, 2013 verso record decennio

(Aggiunge commenti e dettagli)

MILANO, 27 novembre (Reuters) - Il sistema del risparmio gestito in Italia incassa altri 3,6 miliardi a ottobre e porta gli afflussi da inizio anno oltre quota 60 miliardi, il miglior risultato degli ultimi dieci anni.

Le sottoscrizioni, secondo le statistiche diffuse oggi da Assogestioni, privilegiano le gestioni di portafoglio (2,1 miliardi) - essenzialmente istituzionali (1,7 miliardi) - senza trascurare quelle collettive (1,5 miliardi) attraverso il ritorno degli afflussi verso i fondi aperti(1,6 miliardi dal dato negativo per 343 milioni di settembre).

“I nuovi flussi di risparmio ed un effetto performance dell‘1,5% circa fanno lievitare il patrimonio complessivamente gestito dall‘industria oltre 1.320 miliardi, nuovo record storico”, ha detto Alessandro Rota, responsabile ufficio studi dell‘associazione di categoria in un videomessaggio.

Il dettaglio dei fondi aperti testimonia il momento positivo dei fondi flessibili (1,79 miliardi circa), categoria che raccoglie di più da inizio anno (23,7 miliardi). La ricerca di rendimento indirizza i flussi anche verso azionari (980 milioni) e bilanciati (542 milioni), sottraendoli a monetari (-912 milioni) e, per il secondo mese consecutivo, agli obbligazionari (-652 milioni). Sull‘intero 2013 il saldo dei prodotti che investono in titoli di debito resta positivo per 12 miliardi circa.

“C‘è una buona propensione al rischio degli investitori”, sottolinea Matteo Astolfi , Director di M&G Investments in Italia. “Crediamo sia positivo adesso andare al di là dell‘obbligazionario con i flessibili che possono cogliere le opportunità in questa fase di incertezza legata al mutamento della politica monetaria negli Usa”.

Fa eco Alessio Coppola, country manager per l‘Italia di Rothschild&Cie Gestion.

“Il dato a mio avviso più rilevante è la conferma del riposizionamento da scelte obbligazionarie, quelle che hanno guidato la raccolta nel 2012, verso prodotti a maggiore contenuto di rischio”, osserva. “Una delle ragioni principali sono le performance dell‘azionario in generale.. e poi da maggio in poi c‘è stata una forte escalation verso una rialzo dei tassi di interesse legato al ‘tapering’ negli Stati Uniti”.

La prospettiva di un riduzione dello stimolo monetario da parte della Federal Reserve sembra abbia finalmente innescato la cosiddetta “grande rotazione” dall‘obbligazionario all‘azionario di cui si era parlato per mesi senza reali evidenza a livello di flussi.

“La spinta dei fondi azionari Europa nei dati di raccolta potrebbe avvalorare un trend più consistente di rotazione perchè l‘area euro ha iniziato ad avviare un percorso di ripresa dei listini da marzo/aprile ma il gap con Wall Street è ancora molto ampio”, ha aggiunto Coppola.

Nel terzo trimestre proprio i prodotti che investono nelle borse del Vecchio Continente (Europa non solo area euro) hanno assistito ad una accelerazione della raccolta a circa 980 milioni di euro rispetto ai 4,6 milioni del secondo trimestre.

TREND SOSTENIBILE?

Se il 2013 verrà ricordato come anno record dell‘industria del risparmio gestito in Italia, è lecito interrogarsi sulla sostenibilità del trend di raccolta per il futuro.

“Ad un anno record è difficile far seguire un altro anno record”, fa notare Astolfi, aggiungendo che il “tapering” della banca centrale Usa “non aiuterà il mondo delle obbligazioni che rimane quello più importante in Italia”, sottolinea Astolfi.

Un sostegno duraturo all‘industria arriverebbe dall‘implementazione di piani di risparmio di medio e lungo periodo.

“Ritengo ci siano elementi perchè il trend di raccolta in Italia prosegua l‘anno prossimo anche perchè strutturalmente sul mercato italiano abbiamo ancora un grande gap a livello di risparmio previdenziale”, sottolinea Coppola.

Secondo Assogestioni, la percentuale di prodotti assicurativi e fondi pensione nei portafogli delle famiglie italiane nel secondo trimestre si attesta al 17,8% rispetto al 34,5% della Francia, il 34,9% della Germania.

“Ci sembra che l‘industria stia facendo buoni passi avanti e ci piacerebbe che, come accade all‘estero, ci fossero maggiori incentivi fiscali per piani di risparmi a lungo termine”, ha detto Astolfi. “Una simile iniziativa potrebbe dare ulteriore spazio alla crescita dell‘industria e trasformare l‘andamento eccezionale del 2013 in un trend di più ampio respiro”.

A ottobre spiccano per raccolta gruppi italiani come Eurizon Capital (Intesa Sanpaolo ) con poco più di un miliardo di euro, Poste Italiane (900 milioni circa) e realtà di taglia più piccola come Kairos (390 milioni circa) e Azimut (380 milioni circa). Quando si tratta di scegliere il domicilio del fondo da sottoscrivere, la preferenza continua ad andare ai prodotti di diritto estero (+1,38 miliardi) rispetto a quelli di diritto italiano (+251 milioni).

(Maria Pia Quaglia)

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