Crisi, sviluppare mercato capitali per superare credit crunch - Equita Sim

giovedì 21 novembre 2013 18:29
 

MILANO, 21 novembre (Reuters) - Le imprese italiane soffrono della mancanza di un mercato dei capitali sufficientemente sviluppato per reperire fonti di finanziamento alternativo al credito bancario e questo le rende piú vulnerabili al credit crunch.

E' quanto è emerso nel corso di un convegno organizzato da Equita Sim che ha presentato uno studio elaborato in collaborazione con Carefin/Bocconi sul mercato dei capitali in Italia.

"Le imprese italiane sono in difficoltà non solo per la crisi che colpisce grandi e piccoli ma soprattutto perché non hanno a disposizione un mercato dei capitali sufficientemente evoluto a cui ricorrere per reperire fonti di capitale alternativo al credito bancario," commenta Andrea Vismara, head of investment banking di Equita Sim.

In questo quadro le imprese si trovano in una posizione di svantaggio rispetto ai concorrenti esteri, diventano spesso delle prede, sottolinea Vismara.

"E' necessario affiancare al sistema bancario un efficiente mercato dei capitali al servizio delle imprese facendo leva anche su una serie di misure che valorizzino il ruolo degli investitori, degli intermediari finanziari ed il settore dell'investment banking in generale", aggiunge.

Oltre alle misure già adottate anche in Italia, volte ad avvicinare le imprese al finanziamento sul mercato del debito, lo studio evidenzia come una spinta possa arrivare dallo sviluppo di forme istituzionali di investimento e creazione di veicolo di lending sul modello americano dei collocamenti riservati.

Alla base di tutto questo per ridare fiato al settore serve tuttavia, tra le altre cose, un contesto normativo e fiscale favorevole, una crescita della platea degli investitori, la rimozione dei conflitti di interesse e l'eliminazione della Tobin tax che è inefficace e allontana gli investori.

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