Fonsai, ex dg Peluso temeva illeciti su concambi Unipol -testimone a pm

mercoledì 20 novembre 2013 17:13
 

MILANO, 20 novembre (Reuters) - Secondo l'attuario di Fondiaria, Fulvio Gismondi, l'allora direttore generale della società assicuratrice, Piergiorgio Peluso, si dimise dal suo incarico per il timore di essere coinvolto in un illecito sulle irregolarità che ravvisava nella definizione dei concambi con Unipol per la fusione delle due compagnie.

E' quanto emerge dall'interrogatorio reso da Gismondi davanti al pm di Milano che indaga sui diversi filoni milanesi del caso Fonsai, e come si legge nel verbale visionato da Reuters. Gismondi ha rievocato davanti agli inquirenti una conversazione avuta con il figlio del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri nell'estate 2012.

Secondo Gismondi, che ha citato le parole di Peluso, il figlio del ministro Cancellieri si licenziò da Fonsai "perché non intendeva trovarsi nella posizione di direttore generale di Fondiaria nel momento in cui i concambi smettessero di essere delle mere opinioni".

"Peluso mi ha spiegato che il suo timore di essere coinvolto in un illecito nasce dalla irregolarità che lui ravvisa nel procedimento di definizione dei concambi", ha detto ancora agli inquirenti Gismondi.

E ancora, Gismondi ha detto al pm di aver saputo da Peluso che Goldman Sachs, banca d'affari consulente della compagnia, stava "facendo ricorso a qualche altro criterio diverso da quello patrimoniale nella prospettiva di riconoscere a Unipol un concambio più favorevole rispetto agli accertamenti secondo i quali essa avrebbe patrimonio netto negativo".

Al momento non è stato possibile avere un commento da Peluso, Unipol e Goldman Sachs.

Nel dicembre scorso, i Cda di Unipol, Fonsai, Milano Assicurazione e Premafin hanno approvato in via definitiva il progetto di integrazione e i concambi per la fusione a quattro con rapporti non dissimili sostanzialmente da quelli concordati a giugno 2012.

- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia