Rcs, Cdr Corriere contesta cessione sede, non esclude esposto

mercoledì 6 novembre 2013 15:00
 

MILANO, 6 novembre (Reuters) - Il Cdr del Corriere della Sera, che rappresenta i giornalisti del quotidiano, contesta la cessione da parte di Rcs della sede storica di via Solferino, che finirà in mano al fondo Usa Blackstone insieme al palazzo adiacente di via San Marco.

All'indomani del Cda che - a maggioranza - ha deciso per la vendita degli immobili, il Cdr ribadisce l'intenzione di percorrere "tutte le strade per promuovere un'azione di responsabilità nei confronti dei consiglieri che hanno approvato la delibera, senza escludere anche eventuali esposti alla magistratura".

In una nota che parla di "atto folle dal punto di vista finanziario" e di "sfregio inaccettabile all'identità del Corriere", i giornalisti registrano "con amarezza" l'indifferenza delle istituzioni e si augurano di trovare al loro fianco anche la direzione del giornale. Ferruccio de Bortoli si è espresso in più occasioni contro la vendita di via Solferino, anche davanti al Cda.

Ieri sera i consiglieri di Rcs hanno dato mandato all'AD di chiudere la vendita delle sedi di Corriere e Gazzetta dello Sport per 120 milioni; l'operazione prevede anche il riaffitto dell'intero complesso da parte di Rcs "con durate variabili sulle diverse porzioni". Sull'immobile di via Solferino, più antico e più piccolo, c'è peraltro un vincolo di destinazione d'uso che limita l'utilizzo degli spazi ad attività editoriali.

"Svendere un immobile di pregio nel centro di Milano per poi riaffittarlo a un prezzo che in pochi anni restituisce gran parte del capitale incassato è esattamente ciò che non farebbe qualunque persona di buon senso", commenta il Cdr.

Poco prima delle 15 il titolo, partito in buon rialzo questa mattina, cede l'1% in un mercato leggermente positivo .

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