12 settembre 2013 / 15:16 / 4 anni fa

PUNTO 1-Save, Fraport non commenta rumor su interesse - portavoce

(Aggiunge Provincia di Venezia, contesto, andamento titolo)

MILANO, 12 settembre (Reuters) - Fraport non commenta le indiscrezioni di stampa su un interesse per Save .

E' quanto ha detto a Reuters un portavoce del gruppo tedesco.

"Non commentiamo queste speculazioni", ha affermato.

Un quotidiano scrive oggi che Fraport si è inserita nel riassetto del gruppo guidato da Enrico Marchi.

Una fonte vicina alla vicenda conferma che Fraport ha affidato un mandato a Mediobanca per sondare le disponibilità di Generali e di Morgan Stanley a vendere le partecipazioni in Agorà, la scatola che controlla il 40% circa di Save.

La fonte, però, aggiunge che l'interesse di Fraport "è in fase embrionale".

LE MOSSE DI GENERALI E AMBER

Ieri sera, Save ha ufficializzato di aver ricevuto da Finanziaria internazionale (Finint) la notizia che Generali e Allegro Sarl (un veicolo della compagnia triestina) la comunicazione di uscita dal patto parasociale sottoscritto nel 2007, "avente ad oggetto la disciplina dei rapporti tra le parti in qualità di soci di Agorà Investimenti, nonché la governance di quest'ultima società, di Marco Polo Holding e di Save".

Di conseguenza, "Generali ha chiesto a Finint la liquidazione della partecipazione ai sensi del patto parasociale".

Il 29 agosto scorso, una fonte vicina alla situazione aveva detto che era vicino un accordo affinché Finint e Morgan Stanley rilevino la quota di Generali in Agorà-Marco Polo (si tratta di due scatole con lo stesso azionariato).

Da allora, secondo diverse fonti, le trattative sono proseguite e l'esito più probabile resta che la quota di Generali passi alla coppia Finint-Morgan Stanley (legate da un patto che durerà fino al 2017), ma è chiaro, aggiungono, che un'eventuale discesa in campo di Fraport o di un altro operatore del settore (il quotidiano sostiene che F2i sia sul 'chi va là') potrebbe cambiare le carte in tavola.

Sullo sfondo ci sono le mosse di Amber Capital. Arrivato al 15,6% del capitale il 19 agosto scorso, l'operatore di private equity, secondo quanto emerge da un filing model di Borsa, il 26 agosto ha comprato altre 250.000 azioni (0,45% del capitale) per poco più di 3,2 milioni di euro.

Diverse fonti, però, ritengono come Amber, nel frattempo, abbia acquisito altre azioni e ora abbia in mano circa il 18% del capitale.

IN VENDITA 2% CIRCA DELLA PROVINCIA DI VENEZIA

L'attuale azionariato di Save, fotografato dal sito Consob, oltre ad Agorà-Marco Polo e Amber, vede altri due veicoli di Finint (Sviluppo 73 Srl e Sipi Investimenti Spa) con un complessivo 5,931%, la Banca Popolare di Vicenza al 2,449%, Kairos al 2,930%, il Comune di Treviso al 2,090% e la Fondazione di Venezia al 2,168%.

La Provincia di Venezia risulta formalmente titolare del 9,567%, ma, in effetti, la quota è inferiore dato che, recentemente, come riferisce il presidente Francesca Zaccariotto, l'ente ha ceduto l'1%, "incassando 7,1 milioni di euro". Ignoto il nome dei compratori.

La Provincia di Venezia, aggiunge Zaccariotto, ha messo sul mercato un altro 2% circa del capitale di Save, ma la quota esatta che verrà venduta "è funzionale al patto di stabilità". In altri termini, se il titolo continuerà a salire, come sta facendo quasi ininterrottamente da inizio anno, l'ente potrebbe cedere, entro il 31 dicembre, una quota inferiore.

La Provincia, prosegue Zaccariotto, "dovrebbe mantenere il 6% circa del capitale di Save" e vincolare questa quota in un patto con Finint. E' chiaro, però, che l'eventuale discesa in campo di Fraport cambierebbe lo scenario.

L'azionariato di Save è completato da azioni proprie pari al 5,027% del capitale, quota destinata a salire dato che è in corso un programma di buyback.

Le azioni proprie sono lo strumento che Save intende utilizzare per rilevare una quota di minoranza di Catullo, la società a cui fanno capo gli scali di Verona e Montichiari (Brescia).

Domani l'Enac si pronuncerà sulla fattibilità dell'operazione Save-Catullo tramite trattativa privata, senza far ricorso a una gara pubblica.

L'eventuale integrazione Save-Catullo, con la creazione di un polo aeroportuale del Nord-Est (un'area fortemente industrializzata e a vocazione turistica), renderebbe ancora più appetibile la società guidata da Marchi. Anche perché Save controlla l'aeroporto di Charleroi, in Belgio, e sta valutando opportunità all'estero, in particolare lo scalo di Lubiana, in Slovenia.

Insomma, mettere le mani su Save potrebbe significare godere di una posizione privilegiata nel riassetto del settore aeroportuale in Italia e in alcune aree dell'Europa.

Nel frattempo, il titolo Save, pur penalizzato da un flottante molto basso, continua a macinare rialzi: attorno alle 17, infatti, guadagna il 3,06%, a 13,79 euro, dopo aver segnato un massimo di 13,8 euro, livello non lontano dal picco dell'anno (13,97 euro, che risale al 2 settembre scorso).

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