22 novembre 2012 / 10:49 / tra 5 anni

Italia,elezioni non spaventano investitori,attesa continuità con Monti-Pimco

* Minaccia voto populista, finora non ha maggioranza decisiva

* Pimco investe in Btp fino a 5 anni

* Italia ha dimostrato di poter sostituire investitori esteri con nazionali

MILANO, 22 novembre (Reuters) - Gli investitori esteri non temono l‘esito delle prossime elezioni in Italia perchè si aspettano che il governo che uscirà dalle urne prosegua sostanzialmente nel cammino tracciato da Mario Monti.

Lo ha detto a Reuters, in un‘intervista, Lorenzo Pagani, executive vice president di Pimco (Pacific Investment Management Co), colosso americano della gestione obbligazionaria del gruppo Allianz.

La preoccupazione per la sostenibilità del debito italiano, che ha toccato l‘apice nell‘autunno 2011 provocando l‘insediamento di un governo di tecnici sotto la guida dell‘ex commissario Ue Mario Monti, ha spinto gli istituzionali stranieri a ridurre di circa un terzo gli investimenti in Btp. I titoli di Stato in circolazione oggi sono per il 65% nei portafogli di investitori domestici rispetto al 49% di metà 2011.

“In questo momento la maggior parte degli investitori stranieri ritiene che lo scenario di base sia quello di un governo che continui sulle politiche intraprese dal governo Monti senza un netto cambio di direzione”, dice Pagani, aggiungendo che la minaccia del voto populista, pur sempre presente, finora non sembra materializzare una maggioranza capace di provocare un‘inversione di marcia. “La prospettiva delle elezioni non crea allarme”, aggiunge.

Come altri investitori esteri, il gestore statunitense del più grande fondo obbligazionario del mondo è tornato a comprare debito italiano dallo scorso agosto dopo il discorso con cui il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi si è impegnato a “fare di tutto per salvare l‘euro”. Quella promessa, formalizzata a inizio settembre con la nascita dell‘OMT (Outright Monetary Transactions) - meccanismo di acquisti illimitati sul secondario da parte della Bce attivabile su richiesta del singolo stato - ha orientato gli acquisti di Pimco verso la parte della curva dei Btp fino ai 5 anni.

Il riaffacciarsi degli stranieri alle aste italiane negli ultimi mesi, rilevato in più occasioni dal responsabile del debito pubblico Maria Cannata, appare infatti ancora un ritorno cautamente limitato alle scadenze più vicine nel tempo.

“Se guardiamo a scadenze di 3-4 anni e a scadenze di 10 anni possiamo dire che le prime sono prezzate in maggior parte in funzione della credibilità dello strumento OMT mentre il 10 anni è prezzato più in funzione della fiducia nel cammino verso l‘unione fiscale”, spiega il manager.

“Adesso il livello di incertezza minore è quello dovuto alla Bce quindi la nostra preferenza va alla parte breve della curva”, aggiunge Pagani, precisando di intendere le scadenze a 3, 4 e 5 anni.

OMT IMPEDISCE ECCESSI, NON AUMENTO COSTO FINANZIAMENTO

Lo scudo anti-spread della Bce, spiega Pimco, non è tuttavia in grado di impedire fluttuazioni anche repentine dei tassi e di mantenere stabile il costo di finanziamento di paesi più vulnerabili come Spagna e Italia. E’ un semplice regolatore di eventuali eccessi.

“L‘esistenza dell‘OMT non garantisce che gli spread rimarranno sui livelli attuali ma che, qualora gli spread si muovessero verso l‘alto, non verrebbero toccati i picchi visti in passato”, spiega ancora il manager, che è anche capo del desk per i tassi europei.

Di qui l‘opportunità per la Spagna di ricorrere a questo strumento a scopo preventivo nella prima metà dell‘anno prossimo, prima che in Germania inizi la campagna elettorale in vista delle politiche.

Viceversa, per Pagani “a questi livelli” l‘Italia continua a non avere bisogno di chiedere l‘intervento dell‘OMT. Una simile mossa potrebbe rivelarsi un boomerang prima delle elezioni della prossima primavera, sancendo implicitamente il fallimento delle misure intraprese fin qui dal governo tecnico.

Rispetto alla Spagna, inoltre, “dal punto di vista della domanda, l‘Italia ha dimostrato di poter sostituire quelli che prima erano gli investitori istituzionali esteri con un‘ottima domanda interna anche da parte dei piccoli risparmiatori”.

Il riferimento è al successo del Btp Italia, emissione riservata agli investitori retail e indicizzata all‘inflazione che, nella sua terza edizione, è stato collocato per la cifra record di 18 miliardi.

“L‘Italia è probabilmente uno dei pochi paesi al mondo che può permettersi di fare un‘asta come quella del Btp Italia perchè ci vuole una base di risparmio alta da parte dei residenti che non c‘è in altri paesi”, dice Pagani.

Il manager ha ricordato infine che la richiesta di aiuti da parte della Spagna si collocherebbe all‘interno del già avviato processo di ristrutturazione e ricapitalizzazione delle banche spagnole per cui Madrid riceve fino a 100 miliardi di aiuti internazionali. Uno scenario “non necessario in Italia”.

(Maria Pia Quaglia)

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