15 marzo 2012 / 16:08 / 6 anni fa

PUNTO 2-Intesa SP, svalutazione goodwill impatta su 2011, rivedrà target

(Riscrive aggiungendo commenti analista, andamento titolo, contesto)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 15 marzo (Reuters) - Intesa Sanpaolo chiude il bilancio 2011 con una forte perdita dovuta alla pulizia degli avviamenti ma riesce a distribuire comunque un dividendo ai soci di 5 centesimi attingendo alle riserve.

La negativa evoluzione dei mercati dallo scorso aprile in poi e le prospettive di recessione dell‘Italia rendono necessaria la revisione dei target quantitativi del piano triennale, revisione che sarà effettuata una volta che i mercati si saranno stabilizzati, spiega una nota.

Il mercato premia, tuttavia, il titolo che chiude a +4,01% con volumi doppi rispetto alla media e a fronte di uno stoxx europeo di settore che guadagna soltanto lo 0,60%.

Nei primi report si sottolinea il buon trend dei ricavi ‘core’ e la dinamica dei costi migliore del consensus oltre che la solida base patrimoniale.

“I ricavi core sono stati in linea con le attese, mentre i costi sono stati migliori”, commenta infatti un analista di un broker estero.

“I risultati sono eccellenti, quelli core sono buoni, non ci sono poste straordinarie. La posizione sulla Grecia è stata quasi completamente assorbita. La banca è ora ben posizionata”, è stato invece il commento a caldo di un trader.

“Siamo ora ben preparati se dovessimo incontrare una forte tempesta”, ha commentato in conference call il Ceo Enrico Cucchiani. “L‘abbattimento del goodwill è un fatto puramente illusorio che non ha alcun impatto sulla patrimonializzazione, né sul cash flow e sulla liquidità”.

Sul fronte patrimoniale il Core Tier 1 è al 10,1% a fine dicembre, mentre ai fini Eba è pari al 9,2%, quindi sopra la soglia minima richiesta del 9%. E nonostante la necessità di revisione del piano, resta fermo l‘obiettivo di Core Tier 1 e, dal 2012, di Common equity ratio Basilea 3 del 10% così come l‘impegno a distribuire nell‘orizzonte temporale del piano “un dividendo per azione in contanti non inferiore a quello corrisposto” sul 2011.

Il 2012 intanto “è partito bene”, ha spiegato Cucchiani. Per l‘anno è prevista “una sostanziale stabilità” della redditività operativa al netto delle poste non ricorrenti 2011.

Il banchiere ha escluso operazioni straordinarie su Banca Fideuram che resta nel perimetro del gruppo e sulle azioni di risparmio, nonostante siano una forma non efficiente di capitale.

IN 2011 PERDITA PER 8,19 MLD DOPO RETTIFICHE PER 10,233 MLD

Il 2011 si chiude dunque con una perdita netta di 8,19 miliardi dopo rettifiche di valore degli avviamenti per 10,233 miliardi, dovuti in gran parte alla fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi, ma anche alle acquisizioni di Carifirenze e Bank of Alexandria.

A livello normalizzato, cioè escludendo l‘impairment e altre componenti extra, l‘utile netto del 2011 sarebbe di 1,93 miliardi, comunque in calo del 17,1% rispetto al 2010.

Nonostante la perdita, il consiglio di gestione ha deliberato la distribuzione di un dividendo di 5 cent cash sia per le ordinarie sia per le risparmio per un monte complessivo di 822 milioni di euro dalle riserve, che colloca la banca al settimo posto in Europa. Terzo e secondo posto invece per ciò che riguarda rispettivamente il dividend yield e il payout.

Lo stacco cedola slitta al 18 giugno in quanto l‘assemblea si terrà a fine maggio per tener conto delle novità del Milleproroghe che potrebbero richiedere la necessità di integrazione del consiglio di sorveglianza.

I proventi operativi netti sono cresciuti dell‘1,5% a 16,8 miliardi con interessi netti in crescita dello 0,8% a 9,78 miliardi.

Il solo quarto trimestre si è chiuso con una perdita netta di 10,119 miliardi di euro, dovuta alle rettifiche sugli avviamenti, mentre a livello normalizzato si attesa a 265 milioni.

A FINE ANNO ESPOSIZIONE TITOLI SOVRANI ITALIA PER 59,66 MLD

A fine dicembre l‘esposizione verso titoli di stato italiani si era ridotta a 59,66 miliardi contro i 63,4 miliardi di fine settembre.

Per ciò che riguarda i titoli governativi greci in portafoglio, erano pari a 269 milioni dopo una svalutazione complessiva di circa il 75% del valore nominale.

Nel corso dell‘anno la raccolta diretta bancaria è diminuita del 10,5% a 360 miliardi a causa soprattutto della componente istituzionale.

I crediti verso la clientela sono scesi dello 0,50% a 376,7 miliardi.

Al 6 marzo i finanziamenti Bce in essere con Intesa Sanpaolo erano pari a 37,5 miliardi, lo stesso livello di fine 2011, mentre nello stesso periodo gli attivi ancora stanziabili presso le banche centrali sono saliti a 50 miliardi dai 37 al 31 dicembre 2011.

Dei 37,5 miliardi ricevuti presso la Bce, ben 36 miliardi sono ora per tre anni, frutto dei 12 miliardi ricevuti a dicembre e dei 24 relativi al p/t del 29 febbraio.

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