23 febbraio 2012 / 17:13 / 6 anni fa

SINTESI-Premafin, freddezza banche su Palladio-Sator, titolo vola

di Gianluca Semeraro

MILANO, 23 febbraio (Reuters) - La controproposta su Premafin avanzata ieri dal duo Palladio-Sator al momento sembra incontrare una sostanziale freddezza presso gli attori bancari principali e anche gli analisti non nascondono dubbi sulla fattibilità dell'operazione e soprattutto sulla sua convenienza rispetto all'ipotesi Unipol-Fonsai .

Di certo la novità, arrivata ieri in tarda serata, è servita a mettere le ali al titolo Premafin che in borsa ha chiuso a +36,39% con volumi quasi cinque volte la media dell'ultimo mese.

Viene meno invece - commenta un dealer - l'appeal speculativo di Fondiaria-Sai che cede infatti il 13,12%, mentre la controllata Milano Assicurazioni chiude a -10,62% pagando anche un preconsuntivo 2011, che mostra una perdita netta di 490 milioni, peggiore delle attese. Unipol ha chiuso a -3,48%.

Oggi Federico Ghizzoni, AD di UniCredit, una dei principali creditori della catena della famiglia Ligresti e azionista Fonsai con il 6,6%, ha dichiarato che la banca continua a sostenere Unipol.

Lo stesso messaggio arriva da Mediobanca, creditrice di Fonsai con un subordinato da 1,1 miliardi, e di fatto regista dell'operazione della compagnia bolognese. Ieri l'AD Alberto Nagel ha dichiarato sostegno alla proposta Unipol in quanto è l'unica a dare garanzie di solidità e durevolezza e che eventuali ipotesi alternative sarebbero prese in considerazione solo sulla base di questi due parametri.

La proposta Palladio-Sator, che prevede un aumento di capitale Premafin da 450 milioni, di cui 400 riservati ai due investitori e 50 in opzione ai soci con il paracadute di un consorzio guidato da Banca Profilo, è subordinata all'ok delle banche creditrici e quindi, viste le posizioni di UniCredit e Mediobanca, sembrerebbe destinata a fallire in partenza.

Tuttavia diverse incognite potrebbero girare a favore delle due finanziarie: occorre in primis infatti verificare se la famiglia Ligresti non preferisca mantenere un piede in Premafin e quindi nella gestione di Fonsai, chance prevista nella proposta Palladio-Sator ed esclusa dal progetto Unipol.

A quel punto se i Ligresti decidessero di modificare le loro intenzioni, tutto - e quindi anche la disponibilità delle banche - potrebbe essere rimesso in discussione.

Per questo motivo dal fronte Palladio-Sator si mostra fiducia nella capacità di convincere gli interlocutori della bontà dell'operazione. Allo stesso modo Unipol non si scompone e va avanti per la sua strada.

Al momento non risulta convocato alcun Cda Premafin, mentre la prossima settimana potrebbero aggiornarsi quelli della Milano e di Fonsai che si sono svolti ieri e oggi, spiega una fonte vicina alla situazione.

L'offerta Palladio-Sator scade l'8 marzo, quindi per quella data il quadro sarà sicuramente più chiaro.

Per ciò che riguarda il mercato, se un dealer elogia la semplicità dell'operazione Palladio-Sator, che non prevede alcuna fusione a valle, d'altro canto un analista di un broker estero non vede un grande appeal e ritiene difficile che l'Isvap dia il via libera senza un contenuto industriale e non vede grande upside per i soci di minoranza di Fonsai e Milano.

L'interrogativo vero riguarda le motivazioni che hanno spinto Roberto Meneguzzo e Matteo Arpe, AD rispettivamente di Palladio e Sator, a scendere in campo affrontando a viso aperto Mediobanca e la sua operazione di sistema.

L'opzione più gettonata riguarda l'ambizione di Palladio di diventare una nuova Mediobanca e quella di Arpe di tornare in campo in una società quotata importante dopo aver lasciato alcuni anni fa la guida operativa di Capitalia.

Il sospetto che dietro potesse esserci Axa che non nasconde le sue mire espansionistiche in Italia, è stato fugato dall'AD della stessa compagnia francese Henri de Castries ieri in un incontro con Nagel. E al momento non ci sono indizi che portino ad altri soci nascosti.

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