February 24, 2012 / 4:03 PM / 5 years ago

RPT-Mps, fondi si sono riposizionati, interesse sopra 0,3 euro

5 IN. DI LETTURA

(elimina refuso)

* Riduzione di sottopesi sul titolo

* Ottica resta di breve periodo

* Attesa per piano industriale aprile

MILANO, 24 febbraio (Reuters) - Riposizionamento su uno dei bancari più schiacciati dalle vendite, ispirato dal clima generalmente più benevolo verso gli istituti di credito dopo la decisione della Banca centrale europea di inondare il sistema di liquidità a basso prezzo.

Gli asset manager interpellati da Reuters descrivono così la recente forte corsa di Monte dei Paschi di Siena in borsa, un'accelerazione accompagnata da volumi sostenuti, in particolare dopo che il titolo ha varcato la soglia degli 0,3 euro.

"I volumi sono un forte segnale di interesse, i principali operatori finanziari erano scarichi e quindi sono rientrati perchè all'aumentare del prezzo aumenta il peso del titolo sull'indice e così si innesca anche un circolo virtuoso che alimenta ulteriormente il rialzo", ha spiegato Roberto Contini, responsabile direzione Advisory di Banca Intermobiliare.

Il titolo ha attirato l'interesse di investitori sia italiani che esteri.

"Mps è un titolo che è stato decisamente penalizzato, tenere un forte sottopeso sul titolo adesso non ha senso", fa eco un altro gestore di una banca italiana, che ha chiesto di non essere citato.

Mps ha raddoppiato i corsi dai minimi di 0,19 del 10 gennaio, arrivando a valere poco più di 0,40 euro prima di tornare leggermente sotto quel livello in questi giorni.

I segnali di acquisto sono arrivati al superamento di quota 0,3 euro per Contini ma, dal punto di vista tecnico, "bisogna violare 0,415 dove passa la media mobile a 200 giorni con obiettivo 0,50", ha aggiunto.

Anche per Davide Pasquali, presidente di Pharus Sicav, il raggiungimento del livello in area 0,30 ha dato il semaforo verde agli acquisti, ma solo con un'ottica di breve.

"Il prezzo è una componente che, pur non essendo l'unica variabile, ha un ruolo fondamentale specialmente per i metodi quantitativi che usano il momentum (di breve)", spiega.

Ma il titolo deve fare ancora molta strada in salita prima di diventare un investimento più di lungo periodo.

"E' un titolo che ha perso veramente tanto quindi prima di avere un segnale di acquisto dai metodi quantititivi trend follower (di lungo), il titolo deve andare a 1 euro", ha spiegato il manager della società che si affida anche ai metodi quantitativi.

Per il gestore della banca italiana "Mps può tranquillamente tornare a 0,5 euro, considerando che a giugno ne valeva 0,6. Nella migliore delle ipotesi potrà arrivare a 0,8 euro con uno spread che si mantiene sui livelli attuali", ha detto, riferendosi al differenziale di rendimento fra il decennale italiano e tedesco, sceso questo mese in area 360-370 punti base.

Oltre al miglioramento dell'umore verso i bancari legato anche all'allentarsi delle tensioni sulla curva del debito italiano, per spiegare i flussi diretti verso la terza banca italiana ci sono anche ragioni specifiche: l'arrivo di un manager di comprovata esperienza, Fabrizio Viola, già direttore generale di Pop Milano e AD di Pop Emilia Romagna e la scommessa su una storia di ristrutturazione.

"Se il piano industriale è significativo, se i partner finanziari che entrano pagano prezzi superiori a quelli di mercato c'è ancora spazio per crescere", sottolinea Contini riferendosi al business plan che verrà presentato ad aprile e ai pretendenti della partecipazione del 15% della banca messa in vendita dalla Fondazione azionista.

Banca Intermobiliare ha fatto comprare il titolo Mps per la clientela in advisory fra fine gennaio e inizio febbraio con un'ottica di investimento di 3-6 mesi che, secondo Contini, potrebbe prolungarsi oltre l'estate.

"Già adesso stanno lavorando sul costo del lavoro e sulla dismissione di asset non redditizi e poi hanno ancora da giocarsi la carta del finanziamento Bce del 29 febbraio che consente utili da carry trade", ha aggiunto.

Proprio ieri il cda di Mps ha dato mandato al direttore generale, Fabrizio Viola, affinché raggiunga un accordo con i sindacati che tagli le spese del personale del 3%, salvaguardando i livelli occupazionali.

(Maria Pia Quaglia)

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