Ducati, Investindustrial segue dual track, ma Ipo perde quota - fonti

lunedì 13 febbraio 2012 17:24
 

MILANO/LONDRA, 13 febbraio (Reuters) - Investindustrial non ha definitivamente accantonato l'idea della quotazione in borsa di Ducati e sta seguendo la strada del dual track, ovvero lavora all'Ipo e, in contemporanea, valuta la cessione a un industriale.

E' quanto dicono due fonti vicine al dossier, una delle quali sottolinea come il collocamento stia perdendo progressivamente quota.

Il Financial Times oggi riporta alcune dichiarazioni di Andrea Bonomi, presidente di Investindustrial, che fanno pensare ad un accantonamento dell'Ipo.

"Ducati ora è un'azienda perfetta, ma per la crescita ulteriore ha bisogno del supporto di un partner industriale di livello internazionale", afferma Bonomi, secondo quanto si legge sul quotidiano.

Nel 2011, Investindustrial ha nominato Deutsche Bank, Goldman Sachs e Banca Imi joint global coordinator per una quotazione di Ducati. Sino a poche settimane fa, secondo quanto riferito da diverse fonti vicine alla materia, non era stata ancora fatta la scelta definitiva sul mercato azionario, ma Hong Kong era in chiaro vantaggio su Milano e New York.

Il FT scrive che "una vendita a un concorrente o a un gruppo automobilistico ora è vista come la strada più percorribile per un'internazionalizzazione ulteriore del marchio".

Il quotidiano riferisce che Bonomi ha detto che una pattuglia di gruppi industriali asiatici, europei e statunitensi è interessata alla casa di Borgo Panigale (Bologna). E fa i nomi di Mahindra, Volkswagen e Bmw.

Un portavoce di Bmw ha precisato che il gruppo tedesco non è interessato a comprare Ducati. Volkswagen non ha voluto commentare. Alcuni anni or sono, Ferdinand Piech, presidente di Volkswagen, si era detto dispiaciuto di non aver messo le mani sulla casa italiana quando poteva essere comprata "per pochi spiccioli".

La strada dell'Ipo, peraltro, precisa una fonte, "non è stata definitivamente accantonata". Si lavora in una logica di dual track: Investindustrial (oltre 70% capitale) e gli altri azionisti di minoranza del produttore di moto (BS Private equity e il fondo pensione canadese Hospital of Ontario Pension Plan) venderanno al miglior offerente, che sia un industriale o il mercato. Il FT fissa anche il prezzo 'giusto': 1 miliardo di euro. Il percorso, insomma, potrebbe essere quello seguito nel 2011 da Carlyle con Moncler, giunta sino alle porte di Piazza Affari e poi, all'ultimora, passata ad Eurazeo, che ha riconosciuto una valorizzazione superiore a quella borsistica.   Continua...