February 13, 2012 / 4:28 PM / 6 years ago

Ducati, Investindustrial segue dual track, ma Ipo perde quota - fonti

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MILANO/LONDRA, 13 febbraio (Reuters) - Investindustrial non ha definitivamente accantonato l'idea della quotazione in borsa di Ducati e sta seguendo la strada del dual track, ovvero lavora all'Ipo e, in contemporanea, valuta la cessione a un industriale.

E' quanto dicono due fonti vicine al dossier, una delle quali sottolinea come il collocamento stia perdendo progressivamente quota.

Il Financial Times oggi riporta alcune dichiarazioni di Andrea Bonomi, presidente di Investindustrial, che fanno pensare ad un accantonamento dell'Ipo.

"Ducati ora è un'azienda perfetta, ma per la crescita ulteriore ha bisogno del supporto di un partner industriale di livello internazionale", afferma Bonomi, secondo quanto si legge sul quotidiano.

Nel 2011, Investindustrial ha nominato Deutsche Bank, Goldman Sachs e Banca Imi joint global coordinator per una quotazione di Ducati. Sino a poche settimane fa, secondo quanto riferito da diverse fonti vicine alla materia, non era stata ancora fatta la scelta definitiva sul mercato azionario, ma Hong Kong era in chiaro vantaggio su Milano e New York.

Il FT scrive che "una vendita a un concorrente o a un gruppo automobilistico ora è vista come la strada più percorribile per un'internazionalizzazione ulteriore del marchio".

Il quotidiano riferisce che Bonomi ha detto che una pattuglia di gruppi industriali asiatici, europei e statunitensi è interessata alla casa di Borgo Panigale (Bologna). E fa i nomi di Mahindra, Volkswagen e Bmw.

Un portavoce di Bmw ha precisato che il gruppo tedesco non è interessato a comprare Ducati. Volkswagen non ha voluto commentare. Alcuni anni or sono, Ferdinand Piech, presidente di Volkswagen, si era detto dispiaciuto di non aver messo le mani sulla casa italiana quando poteva essere comprata "per pochi spiccioli".

La strada dell'Ipo, peraltro, precisa una fonte, "non è stata definitivamente accantonata". Si lavora in una logica di dual track: Investindustrial (oltre 70% capitale) e gli altri azionisti di minoranza del produttore di moto (BS Private equity e il fondo pensione canadese Hospital of Ontario Pension Plan) venderanno al miglior offerente, che sia un industriale o il mercato. Il FT fissa anche il prezzo 'giusto': 1 miliardo di euro. Il percorso, insomma, potrebbe essere quello seguito nel 2011 da Carlyle con Moncler, giunta sino alle porte di Piazza Affari e poi, all'ultimora, passata ad Eurazeo, che ha riconosciuto una valorizzazione superiore a quella borsistica.

Anche la seconda fonte sostiene che il dossier quotazione Ducati ad Hong Kong "rimane formalmente aperto", ma, di fatto, è in stand-by, così come gli altri riguardanti aziende italiane (Sea e Avio, innanzitutto), con l'eccezione di Brunello Cucinelli.

Nel novembre scorso, Gabriele Del Torchio, presidente di Ducati, aveva preannunciato che il gruppo avrebbe chiuso il 2011 con circa 42.000 moto vendute e un fatturato vicino ai 480 milioni di euro. Del Torchio non aveva fornito un'indicazione sulla marginalità attesa, ma nell'ultimo piano industriale predisposto quando ancora era quotata si prevedeva, già per il 2010, il raggiungimento di un Ebitda pari al 20% del fatturato, ovvero circa 96 milioni l'anno scorso. Pertanto, sulla base di una valorizzazione attesa di 1 miliardo, Investindustrial intende prendere in considerazione offerte d'acquisto pari a circa 10,4 volte l'Ebitda.

Investindustrial ha investito in Ducati nel 2006. La casa bolognese è passata attraverso un turnaround industriale, un delisting (nel 2008), la rinascita nel campionato MotoGp - vittoria del mondiale nel 2007, con Casey Stoner in sella, e successivo reclutamento della star delle due ruote Valentino Rossi - e, recentemente, sviluppo del brand in Asia, mercato che registra i maggiori tassi di crescita delle vendite.

Il prossimo passo sarà il lancio - a marzo in Europa e ad aprile e maggio in Usa, Giappone e Australia - della '1199 Panigale', superbike di ultima generazione. "Le richieste e le prenotazioni crescono quotidianamente", si legge in un comunicato di Ducati, che non fornisce numeri precisi.

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