UniCredit, aumento capitale sottoscritto al 99,8%

venerdì 27 gennaio 2012 19:58
 

MILANO, 27 gennaio (Reuters) - L'aumento di capitale di UniCredit concluso oggi ha ricevuto adesioni per il 99,8% del totale offerto per un controvalore di 7,48 miliardi di euro circa. Restano inoptati diritti pari allo 0,2% dell'offerta, dice una nota.

Il successo dell'aumento di capitale, affatto scontato dopo la reazione negativa all'annuncio del prezzo di sottoscrizione e la terribile partenza del 9 gennaio quando il titolo è finito sui minimi a 2,20 euro, rappresenta un'importante vittoria per l'AD Federico Ghizzoni.

Proprio dopo la partenza shock dell'operazione, Ghizzoni era finito sulla graticola di alcune fondazioni azioniste. Oggi si presenta al rinnovo del Cda, previsto con l'assemblea di bilancio della prossima primavera, con una freccia importante al suo arco. Cosa non da poco se si tiene conto dei mutati equilibri azionari seguiti all'aumento di capitale.

Il peso delle fondazioni azioniste, infatti, è destinato a diluirsi, viste anche le adesioni parziali di Fondazione Cariverona e Manodori che scenderanno al 3,5% (dal 4,2%) e allo 0,5% (dallo 0,79%).

Si riduce anche il peso dei soci arabi: Central Bank of Libya e Lia non hanno seguito l'aumento e scenderanno rispettivamente al 2,8% (dal 4,9%) e sotto il 2% (dal 2,5%). Il fondo di Abu Dhabi Aabar, invece, resterà stabile al 4,99%.

Per contro è cresciuta la componente Usa con il fondo Capital Research and Management che si è portata al 5,4% e affianca Blackrock che ha il 3,1% pre aumento e non è chiaro se abbia seguito l'aumento.

C'è poi un gruppo di imprenditori privati italiani che ha aderito all'operazione: tra questi Francesco Gaetano Caltagirone contestualmente al suo progressivo disimpegno in Mps, secondo la stampa, ha raccolto una quota tra 0,5 e 1%; Leonardo Del Vecchio ha sicuramente mantenuto il suo 0,5% e ha dichiarato che stava valutando se accrescere la sua quota; De Agostini ha sottoscritto la parte relativa ai cashes e deterrà post aumento lo 0,11%; i Pesenti e i Maramotti hanno avuto lieve diluizioni ma restano azionisti con quote sotto 1%.

La stampa insiste anche su Diego Della Valle anche se non ci sono riscontri ufficiali al momenti.

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