26 gennaio 2012 / 12:42 / 6 anni fa

PUNTO 1 - Risparmio gestito Italia, persi quasi 41 mld in 2011

* A dicembre raccolta negativa per 9,5 mld

* Fondi liquidità contano per oltre 1/3 deflussi fondi, pesa concorrenza conti deposito

* Per Sella possibili ricadute positive su settore da p/t 3 anni Bce (aggiunge dettagli da comunicato, commenti)

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 26 gennaio (Reuters) - Si chiude con un saldo negativo per quasi 41 miliardi di euro il 2011 del risparmio gestito in Italia, con il patrimonio che a fine anno si attesta a 938 miliardi.

Secondo i dati preliminari di Assogestioni, i riscatti su tutte le categorie di prodotti, con l‘eccezione dei fondi chiusi, sono proseguiti anche nel mese scorso con un segno negativo per le gestioni collettive di 5,9 miliardi (-30,6 miliardi nell‘intero 2011) e -3,6 miliardi per quelle di portafoglio (-10,1 miliardi annui), sia istituzionali che retail.

Un quadro desolante per l‘industria del risparmio gestito che gli addetti al settore riconducono, oltre alla instabilità dei mercati finanziari, a caratteristiche strutturali, che vede la distribuzione prerogativa delle banche. Queste ultime, assillate dalle necessità di funding, preferiscono vendere ai clienti obbligazioni della casa o dirottarli verso conti di deposito che promettono rendimenti attraenti.

“E’ molto presumibile pensare che la stragrande maggioranza dei deflussi sia figlia delle necessità di funding delle banche”, ha detto Saverio Scelzo, presidente e AD di Copernico SIM.

Uno scenario già visto durante l‘ultima crisi finanziaria, ricorda Leonardo Cervelli, direttore commerciale e vice Ceo di Sella Gestioni, che invita ad un ripensamento interno all‘industria con la ricerca di canali di collocamento complementari.

“Ragionando nella sola ottica dei fondi aperti, a dicembre si conferma la difficoltà dell‘industria dovuta alla volatilità dei mercati ma anche alla concorrenza dei conti di deposito e delle obbligazioni bancarie, lo stesso fenomeno a cui abbiamo assistito nel 2008”, ha detto Cervelli.

Proprio per queste ragioni i deflussi del sistema potrebbero ridursi dopo che la Banca centrale europea ha deciso di fornire liquidità illimitata a tre anni al tasso dell‘1% a dicembre e, ancora, nell‘asta in programma il 29 febbraio.

“I primi mesi del 2012 continueranno a vedere questi numeri ma è vero che i finanziamenti a 3 anni andranno a mitigare le esigenze di rifinanziamento delle banche comportando, a cascata, una diminuzione della concorrenza ai fondi dei conti di deposito”, ha detto Cervelli. Gli effetti, ha aggiunto, non si vedranno tuttavia prima del secondo trimestre.

EMORRAGIA DICEMBRE SI CONCENTRA SU GRANDI GRUPPI

L‘emorragia di dicembre si concentra sui grandi gruppi del risparmio gestito, risparmiando Mediolanum - che oggi sale in borsa - e qualche estero. Come preannunciato, in nero anche la raccolta del gruppo Azimut.

I riscatti sui fondi di liquidità (-1,8 miliardi a dicembre, -12,5 miliardi nel 2011) da soli influiscono per poco più di un terzo dei deflussi complessivi sui fondi aperti l‘anno scorso.

Soprattutto le sottoscrizioni di prodotti che investono in strumenti monetari sono scoraggiate, secondo Scelzo, non solo dalle commissioni elevate ma anche dalla concorrenza delle emissioni bancarie verso cui viene dirottata la clientela degli istituti di credito affamati di liquidità.

Pesa sul sistema anche la fuga dagli obbligazionari, -2,26 miliardi a dicembre, -8,8 miliardi sull‘anno. Negativo, seppure per un ammontare più contenuto, anche il bilancio degli azionari che archiviano il 2011 con un rosso per 4,14 miliardi.

“Dicembre è stato un mese di grande allarme per il risparmiatore, i fondi obbligazionari hanno perso di più mentre i flessibili hanno dimostrato ancora una volta che vengono comprati con la falsa aspettativa che il gestore, con le sue capacità, riesca a guadagnare in qualsiasi condizione di mercato”, ha osservato ancora Scelzo.

Il mese scorso i flessibili hanno visto fuoriuscite per 1,2 miliardi (-3,8 miliardi nel 2011) e sono proseguiti anche i riscatti su hedge (-182 milioni, -1,97 miliardi annui) e bilanciati (-353 milioni, 1,57 miliardi annui).

Le uniche categorie che presentano il segno più alla fine dell‘anno scorso sono i fondi chiusi (+2,34 miliardi) e le gestioni di portafoglio istituzionali (+281 milioni).

“Il fondo chiuso ha un orizzonte temporale più di medio termine e definito e quindi è più decorrelato rispetto al resto del settore”, ha spiegato Scelzo.

I dati definitivi sull‘andamento dell‘intero 2011 saranno disponibili nella Mappa trimestrale del quarto trimestre che sarà divulgata nel corso del prossimo mese.

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