Fondi, norma su residenza per convenzioni contro doppie imposizioni

mercoledì 25 gennaio 2012 16:08
 

ROMA, 25 gennaio (Reuters) - Sono residenti in Italia i fondi comuni "istituiti in Italia". Lo chiarisce l'articolo 96 del decreto sulle liberalizzazioni intitolato "residenza OICR", in cui si modifica il testo unico delle imposte sui redditi. Lo scopo, spiega una fonte di settore, "è creare i presupposti per l'applicazione delle convenzioni contro le doppie imposizioni", su cui potevano esserci dei problemi di attuazione dopo le modifiche scattate lo scorso luglio che hanno esentato i fondi.

Secondo le modifiche del decreto da ieri in Gazzetta, sono soggetti all'imposta sul reddito delle società "i trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale nonché gli organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti nel territorio dello Stato".

Si considerano residenti, secondo la norma, anche "gli organismi di investimento collettivo del risparmio istituiti in Italia".

Il problema era legato a una possibile difficoltà del fondo nell'ottenere il certificato di residenza che serve a chiedere l'applicazione delle convenzioni dopo che il nuovo regime introdotto da luglio scorso, aveva stabilito al comma 5-quinquies dell'articolo 73 che i fondi non sono soggetti alle imposte sui redditi.

Il comma 5-quinquies dell'articolo 73 del testo unico è stato ora così sostituito: "I redditi degli organismi di investimento collettivo del risparmio istituiti in Italia, diversi dai fondi immobiliari, e quelli con sede in Lussemburgo, gia' autorizzati al collocamento nel territorio dello Stato, di cui all'articolo 11-bis del decreto-legge 30 settembre 1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649, e successive modificazioni, sono esenti dalle imposte sui redditi purche' il fondo o il soggetto incaricato della gestione sia sottoposto a forme di vigilanza prudenziale. Le ritenute operate sui redditi di capitale sono a titolo definitivo. Non si applicano le ritenute previste dai commi 2 e 3 dell'articolo 26 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni, sugli interessi ed altri proventi dei conti correnti e depositi bancari, e le ritenute previste dai commi 3-bis e 5 del medesimo articolo 26 e dall'articolo 26-quinquies del predetto decreto nonche' dall'articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77, e successive modificazioni".

(Stefano Bernabei)

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