November 24, 2011 / 11:19 AM / 6 years ago

PORTAFOGLI-DWS scarico di lunghi Italia, punta su convertibili

5 IN. DI LETTURA

* Attenta scelta strumento di investimento vale più di stock picking

* Equity Italia, scommessa su player globali o di nicchia

* Occhi a corporate bond ma potrebbero non scontare ancora frenata economia

MILANO, 24 novembre (Reuters) - Convertibili a prezzo da saldo ma anche opzioni e certificates per navigare la volatilità: per chi cerca un proficuo rapporto fra rischio e rendimento con i mercati in altalena, più che lo "stock picking" vale infatti "l'instrument picking", ovvero l'attenta selezione dello strumento di investimento.

Parola del responsabile del team "Multi Asset" di DWS Investments Christian Hille che, in un'intervista scritta a Reuters, non esclude azioni di aziende italiane dal proprio orizzonte di investimento, ma si tiene alla larga dai titoli di stato tricolori con scadenze lunghe.

"In un portafoglio multi-asset, quest'anno, una buona asset allocation e la scelta degli strumenti giusti per esprimere le proprie convinzioni sui mercati sono più importanti per la performance della scelta delle singole azioni", ha detto il gestore di una delle strutture di risparmio gestito del gruppo Deutsche Bank.

Prima dell'impennata della volatilità, DWS Investments aveva trasferito parte della propria esposizione alle borse europee in opzioni "call" (di acquisto) "in the money" (dove cioè il prezzo del sottostante è superiore a quello di esercizio e che quindi è conveniente esercitare).

"Questo ha ridotto il rischio di ribassi del portafoglio, mantenendo però la possibilità di partecipare al rialzo delle borse, (strategia ndr) che ha funzionato bene nei mesi scorsi", ha spiegato Hille, a capo di un team che gestisce 9 miliardi di euro.

Più di recente, il gestore ha deciso di scommettere sulle valutazioni interessanti delle obbligazioni convertibili e di avvantaggiarsi delle caratteristiche dei cosiddetti "certificates" "che hanno un discreto cuscinetto in caso di discesa dei mercati e beneficiano di mercati laterali o in rialzo" per riuscire a generare rendimenti supplementari. I certificates sono strumenti finanziari derivati cartolarizzati che replicano, con o senza effetto leva, l'andamento dell'attività sottostante.

ITALIA IN CHIAROSCURO FINO A IMPLEMENTAZIONE MISURE RIGORE

Nonostante l'affanno dell'Italia, punita dai mercati finanziari per i dubbi sulla sostenibilità del proprio debito e per prospettive di crescita asfittica, Hille non esclude Piazza Affari dal proprio portafoglio.

"Tuttavia, evitiamo di comprare azioni di società che hanno un'elevata esposizione alla spesa domestica dei consumatori e del governo o ai mercati finanziari", ha avvertito. "Leader globali o player di nicchia, invece, possono avere una buona performance anche in caso di deterioramento della situazione".

Più in chiaroscuro il fronte dei titoli di stato italiani.

"Il deterioramento della crisi potrebbe pesare sui governativi con scadenze più lunghe", sottolinea il gestore. "Evitiamo queste obbligazioni finché lo scenario non sarà più chiaro, ad esempio finché non vengono implementate le misure di austerità con un pieno impegno politico".

Cautela Per Il Futuro

Gli investimenti del portafoglio bilanciato di DWS Investments sono ispirati alla cautela: bassa esposizione diretta all'azionario (8% tutto in equity di Wall Street), oltre il 50% in strumenti monetari, limitata esposizione ai titoli di stato e oro per diversificare.

"Fino a quando permarrà l'incertezza politica, sempre più investitori cercheranno un porto sicuro nell'oro e questo dovrebbe fornire un discreto potenziale di apprezzamento", fa notare Hille.

Con i mercati difficili da decifrare, cautela sarà la parola d'ordine anche per il 2012.

"Al momento guardiamo da vicino le emissioni societarie che potrebbero essere interessanti andando avanti ma, dopo il recente rally, l'atteso rallentamento dell'economia potrebbe non essere ancora completamente nei prezzi", ha sottolineato Hille.

DWS Investments, terza società di risparmio gestito europea con 203 miliardi di euro (281 miliardi a livello globale a fine giugno) si aspetta un rallentamento dell'economia mondiale per l'anno prossimo. Lo spettro di una nuova recessione, secondo le stime della casa di investimento tedesca, non dovrebbe materializzarsi. Sempre che la crisi del debito sovrano della zona euro non sfugga di mano alla politica che la dovrebbe governare.

(Maria Pia Quaglia)

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