RPT- SINTESI -Falck Renew,fondi nordici puntano a eolico, pesa incertezza normativa

venerdì 7 ottobre 2011 18:45
 

* Non c'è ancora un'offerta formale, deciderà il Cda

* Centrale di Olbia potrebbe essere ultima, investimenti vanno all'estero

di Giancarlo Navach

OLBIA, 7 ottobre (Reuters) - Lo stop ai certificati verdi a partire dal 2015, gli incentivi all'energia prodotta da impianti eolici, sta spingendo le società attive in questo settore a bloccare gli investimenti in Italia per dirottarli altrove, come la Gran Bretagna, dove la normativa assicura tariffe certe almeno fino al 2017.

A fare le spese di questa incertezza normativa, che riguarda solo l'energia prodotta dal vento e che potrebbe impedire per lungo tempo che in Italia si realizzino grossi parchi eolici, è Falk Renew AA4.MI , la ex Actelios, secondo produttore di energia da fonti rinnovabili in Italia forte di una capacità installata di 684 MW.

"Tutti gli investimenti che abbiamo in Italia sono fermi perché le banche non ci danno il project financing. Per questa ragione stiamo portando i nostri investimenti all'estero: la prossima settimana annunceremo l'avvio di una centrale eolica da 20 MW in Gran Bretagna", ha detto l'AD, Piero Manzoni, a margine dell'inaugurazione del parco eolico piu' grande d'Italia, in località Budduso' e Alà dei Sardi a 50 chilometri da Olbia.

L'infrastruttura è composta da ben 69 turbine da 2,3 MW ciascuna pari a una potenza installata di 138 MW. "Questa zona della Sardegna è la piu' ventosa d'Italia, infatti il parco ha una resa annua di 2.400 ore all'anno rispetto a una media di 1.800 delle altre zone italiane. In pratica questo impianto potrebbe andare avanti tranquillamente anche senza incentivi", ha sottolineato con una battuta l'AD.

In realtà, ha aggiunto Manzoni, "proprio a causa della mancanza di certezze sugli incentivi, e pur avendo tutte le autorizzazioni, abbiamo fermato la realizzazione di un parco eolico in Emilia Romagna da 27 MW perché non sappiamo quale sarà il regime normativo".

L'impianto sardo, quindi, frutto di un investimento con project financing di 270 milioni, potrebbe essere l'ultimo in Italia. Anche perché per tutti gli impianti che saranno installati dal 2013 non c'è certezza di quale sarà la remunerazione.   Continua...