Fondi tranquilli su Italia dopo Moody's, ma occhio a investment grade

mercoledì 5 ottobre 2011 17:30
 

MILANO, 5 ottobre (Reuters) - Il mondo dei gestori di fondi pensione e fondi comuni non considera drammatico il taglio del rating ad A2 da Aa2 sul debito sovrano da parte di Moody's, ma lancia un avvertimento: è vitale difendere lo status di investment grade.

E' il quadro che emerge da un rapido giro d'orizzonte compiuto da Reuters nell'asset management.

"Non vorrei minimizzare", dice Marco Vailati, direttore degli investimenti di Cassa Lombarda, "ma non c'è stato un passaggio da investment grade a non investment grade, che provocherebbe reazioni automatiche legate ai regolamenti dei fondi".

"Il vero scalino è quando si perde l'investment grade", concorda Marco Vicinanza, vice direttore generale e responsabile degli investimenti di Arca Sgr. "Difficilmente ci facciamo sorprendere".

"Il rischio grosso si avrebbe qualora i fondi percepissero che in fondo al percorso c'è un declassamento a junk", nota Vicinanza. Il fatto che Moody's abbia mantenuto un outlook negativo sull'Italia lascia pensare che il trend di peggioramento del profilo di rischio non sia terminato, ma, al momento, la soglia dell'investment grade è lontana.

I gestori di fondi, in genere, puntano infatti ad anticipare il peggioramento a 'junk' del profilo di credito, che viene ratificato dalle agenzie. E' accaduto con Grecia e Portogallo. E i movimenti sugli asset irlandesi fanno pensare che potrebbe accadere anche con Dublino.

In caso di declassamento a junk, scatterebbero automatismi inseriti nei prospetti informativi dei fondi, che impongono di investire esclusivamente in asset investment grade.

"Non c'è una relazione diretta tra un cambio di rating di questa portata e modifiche al portafoglio dell'investitore istituzionale", argomenta una fonte del settore del wealth management. "Il cambio c'è quando l'emittente esce da un benchmark, per esempio se passa a sub-investment grade".

La fonte ritiene che potrebbe esserci un impatto sui fondi pensione, che hanno board "formati da individui di estrazione diversa, alcuni meno sensibili alle logiche gestionali e più alla prudenza e all'avversione al rischio". Di conseguenza, "ci potrebbero essere delle pressioni affinché ci sia un sottopeso di titoli di Stato italiani o un ridimensionamento del peso dell'Italia".   Continua...