PORTAFOGLI-DNCA Finance in Italia scommette su Eni,Snam, Atlantia

lunedì 19 settembre 2011 16:03
 

* Da gennaio posizioni su pharma, retail, tlc, oil

* Punta su aziende con dividend yield del 5-10%

* Scadenze brevi sui corporate non investment grade

MILANO, 19 settembre (Reuters) - Proteggere il capitale investendo in grandi nomi del settore farmaceutico, retail, tlc e petrolifero, aziende con bilanci sani, ricchi di cassa e generosi con i propri azionisti.

E' questa, da gennaio, la strategia di investimento di DNCA Finance, società di gestione indipendente francese che, in Italia, punta su titoli come Eni , Snam Rete Gas , Atlantia e Impregilo .

"Preferisco comprare Eni piuttosto che un Btp perchè Eni ha asset reali ed è conosciuta nel mondo per la sua capacità di trovare e produrre petrolio", ha detto, nel corso di una presentazione, Igor de Maack, gestore senior di DNCA Finance.

I prodotti della boutique transalpina, per cui l'Italia è il secondo mercato dopo la Francia, non investono in governativi e corporate finanziari (con l'eccezione di qualche sporadica opportunità, come è stato con i bond Ubi ). I suoi gestori consigliano oggi di puntare sull'equity, "un'asset class trascurata a favore dei cosiddetti investimenti rifugio che per noi sono oggi troppo cari", ha spiegato de Maack, parlando esplicitamente di "bolla" per l'oro.

"Preferiamo titoli azionari a carattere obbligazionario, con un dividend yield del 5-10%", ha detto il gestore citando, in Europa, France Telecom , Unilever e Casino .

La carta da giocare, anche sull'obbligazionario, è la buona salute delle aziende sia investment grade (50% dei portafogli obbligazionari) che non investment grade.

"Sulle obbligazioni privilegiamo le scadenze brevi per titoli con rating inferiore all'investment grade e quelli di emittenti francesi in ragione della nostra esperienza in questo comparto", ha aggiunto.

DNCA Finance, fino al 2011 sotto il cappello di Banca Leonardo, oggi è posseduta al 50% dal fondo di private equity statunitense TA Associates; la partecipazione di Banca Leonardo è scesa al 10% e il restante 40% è in mano al management. A fine agosto la boutique gestiva 5,5 miliardi di euro. (Maria Pia Quaglia)