PORTAFOGLI - Dekabank vede valore in bond emergenti, borsa Usa

giovedì 5 febbraio 2009 16:40
 

MILANO, 5 febbraio (Reuters) - I tassi a breve sono schiacciati verso il basso, ma la recessione è ancora lontana dalla fine. Così, con le borse ancora in ostaggio della volatilità, si può andare a caccia di rendimenti fra i governativi dei mercati emergenti - anche europei - oltre che tra i sempre più popolari "corporate" del Vecchio Continente, compresi gli "high yield".

Questa la "view" di Dekabank che attualmente sovrappesa la liquidità e, se sta alla larga dall'azionario, è neutrale sul reddito fisso con una "duration" (durata finanziaria residua media) di 4,5 anni e un'esposizione limitata rigorosamente alla carta tedesca "a causa dell'aumentato nervosismo e dei rischi di spread sugli altri paesi europei", ha spiegato a Reuters Sebastian Bucher, portfolio manager del Multi-Asset Strategies Team di DekaBank.

Ma un terreno ricco di opportunità sono anche i mercati obbligazionari emergenti ed europei.

"Ci aspettiamo una stabilizzazione dell'economia a partire dalla metà dell'anno e in un simile contesto queste obbligazioni - con rendimenti attraenti e spread più larghi - dovrebbero fare meglio dei bond europei", ha detto il gestore.

Con l'orizzonte ancora colmo di incertezze sui mercati e sul sistema bancario, l'asset management tedesco - presente in Italia dal 2005 con un patrimonio gestito di oltre 1 miliardo di euro - sottopesa del 75% l'azionario in portafoglio, con una preferenza per la borsa di Wall Street e i settori difensivi.

"Al momento gli Stati Uniti, con i suoi sostanziosi pacchetti di stimoli per l'economia, sembra offrire un supporto migliore al mercato locale nel medio periodo", ha osservato il gestore. "Inoltre, con il venir meno del differenziale di tassi di interesse tra l'Europa e gli Stati Uniti è possibile che il dollaro si apprezzi contro l'euro e questo potrebbe essere una ulteriore fonte di rendimento per l'investitore europeo", ha aggiunto, precisando di coprirsi solo del 25%.

Dekabank ha posizioni sostanziose anche nel Vecchio Continente, oltre a investimenti di dimensioni più modeste sulla borsa di Tokyo e sui mercati emergenti di Cina, Europa dell'Est e America Latina, "regioni che si sono fortemente sottovalutate nell'ultimo anno"

"A nostro avviso questi mercati hanno valutazioni attraenti e una buona chance di sovraperformare se vedremo una stabilizzazione nei prossimi mesi", ha detto Bucher.