PORTAFOGLI - Nikkei in saldo, gestori Italia divisi se rientrare

giovedì 31 gennaio 2008 12:01
 

MILANO, 31 gennaio (Reuters) - I fund manager che operano in Italia sono divisi rispetto alle prospettive dell'azionario giapponese nel 2008, benchè una lieve maggioranza di un campione significativo sembra propensa ad approfittare delle quotazioni convenienti.

E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio Reuters-Lipper sulle scelte di asset allocation.

Il 44,44% del campione ritiene infatti che ai prezzi cui è sceso l'equity di Tokyo sia un investimento value, mentre il 33,33% è sostanzialmente d'accordo con il parere di una delle maggiori broker house mondiali, che in un recente studio avanzava il dubbio che l'azionario nipponico fosse al momento ancora una trappola.

Il Nikkei ai minimi da 26 mesi attrae l'attenzione di diversi fund manager, che vedono occasioni d'acquisto. Un parere simile a quello di Schroders - un casa che non partecipa al sondaggio in Italia - che in un report di questi giorni sottolina come "l'elevata volatilità attuale dell'azionario giapponese sta mettendo in ombra un'opportunità ottima di acquistare asset con un'ottica di dodici mesi".

L'opinione dei diffidenti, scottati da una lunga e inutile attesa che la borsa con gli occhi a mandorla cominciasse a correre, si sintetizza nella frase "il Giappone è una trappola" di un gestore che ha partecipato al sondaggio ma non vuole essere nominato.

"Non ci pare che il mercato azionario abbia appeal, dal punto di vista dei fondamentali, per giustificare un sovrappeso", dice il fund manager milanese. D'altro canto, le valutazioni delle quotate sul Nikkei sono basse, ma "lo sono da mesi", aggiunge.

Secondo il sondaggio sull'Asset allocation di gennaio, la quota di portafoglio delle azioni nipponiche è scesa in media a poco meno del 4,5% del totale da poco più del 4,8% a dicembre. Solo il 10% dei gestori si dice sovrappeso, con un 40% sottopesati e 50% neutrali mentre in prospettiva il 70% del campione non pensa di cambiare posizione nei prossimi tre mesi.

Marco Bonifacio di Zenit Sgr s'iscrive al partito dei disillusi dalle promesse giapponesi. "Siamo stati fra quelli che hanno sperato negli anni scorsi in una ripresa", argomenta. "Ora siamo delusi da un'economia che non riesce a uscire dalla deflazione".

In conclusione, secondo Bonficio di Zenit Sgr, l'equity nipponico "è una scommessa che rischia di trasformarsi ancora una volta in una trappola".   Continua...