PORTAFOGLI - Soprarno sgr vende Europa, compra Usa, large cap

giovedì 27 marzo 2008 12:58
 

MILANO, 27 marzo (Reuters) - La crisi attuale ha mandato in tilt la logica degli investimenti per settore - niente rifugio nei difensivi, ad esempio - e oggi la partita si gioca soprattutto sulle aree geografiche, Stati Uniti e Giappone in primis.

Gianluca Gabrielli, direttore investimenti di Soprarno sgr, è molto pessimista su Eurolandia, ignora mercati emergenti e bond societari e nei suoi portafogli fa spazio solo ad azioni liquide - al massimo il 2% del Nav dei fondi è sotto il miliardo di capitalizzazione - e a titoli di stato di paesi "core".

"La domanda da farsi oggi è: quali saranno le aree geografiche che sopravviveranno a questo ciclone?", chiede Gabrielli parlando con Reuters.

Oggi i paesi mondiali lottano per aggiudicarsi una fetta dei consumi del globo. "L'unica area che sta snobbando i consumi è l'Europa quindi la soluzione è comprare Stati Uniti e Giappone e vendere Europa", sintetizza il fund manager a capo della sgr partecipata da Banca CR Firenze e da Banca Ifigest, ricordando come la sgr non prenda posizione sui mercati emergenti perchè non reputa di conoscerli a sufficienza.

Soprarno, con un patrimonio di 195,8 milioni di euro a fine febbraio 2008, offre fondi passivi invece di Etf - "costiamo ancora meno" - e con i suoi fondi flessibili prende a prestito dagli hedge fund le strategie.

In particolare "global macro" ("compro Stati Uniti e vendo Europa"), "relative value" (azioni tutte coperte dai futures sui relativi indici di appartenenza) e "contrarian" (acquisto di azioni che sono andati peggio rispetto al mercato).

La negatività sulle prospettive dell'area euro che "non ha nessun mezzo per resistere alla competizione che stanno facendo paesi come Cina e India", va di pari passo con una predilezione per Wall Street.

"Negli Stati Uniti per le azioni il rapporto fra prezzi e risultato operativo è di circa sette volte mentre in Europa si fa fatica a trovare qualcosa sotto 12", sottolinea Gabrielli, che non considera un multiplo come il rapporto fra prezzi e utili "perchè risente della leva".

La visione del gestore è fosca soprattutto per i cosiddetti "paesi periferici" che includono anche l'Italia. Con riflessi sull'allocazione obbligazionaria.   Continua...