PORTAFOGLI -Gestori Italia divisi su spostamento verso bond 2008

venerdì 28 dicembre 2007 14:08
 

MILANO, 28 febbraio (Reuters) - I fund manager che operano in Italia sono divisi sulla possibilità di uno spostamento significativo verso il mercato obbligazionario nel 2008, prevedendo però un'interesse mirato verso alcune categorie di titoli e duration. Lo mostra l'ultimo sondaggio mensile Reuters Lipper sulle scelte di asset allocation nel nostro paese, con il 40% del campione che ritiene di confermare la fiducia al mercato azionario e il 30% pronto a cercare copertura verso i rischi attraverso una modifica significativa dell'allocazione a favore delle obbligazioni.

In dicembre il poll ha evidenziato un calo della componente equity proprio a favore dell'obbligazionario, balzato in un solo mese mediamente al 40,46% dal 38,84% di novembre.

"Non vediamo ancora la fine del ciclo azionario" dice Sergio Bertoncini, strategist di Credit Agricole AM (CAGR.PA: Quotazione). "Per il prossimo anno nell'equity la volatilità dovrebbe aumentare, mentre le obbligazioni, che al momento non presentano valutazioni attrattive, genereranno una performance simile a quella della liquidità", è la sua previsione.

Diversi gestori interpellati insistono sul tema della duration, dichiarando di preferire in ogni caso scadenze più ravvicinate.

"Per il 2008 prevediamo di mantenere un atteggiamento prudente sul mercato azionario, non compensato tuttavia da un aumento dell'esposizione verso titoli obbligazionari a medio-lungo termine per i rischi legati all'inflazione" dice Nicola Trivelli di Sella Gestioni.

"Ci aspettiamo" prosegue, "anche un aumento della liquidità in portafoglio unito a un incremento delle posizioni in titoli a cedola variabile".

Pur escludendo un massiccio spostamento verso i bond, da Pioneer Asset Management (CRDI.MI: Quotazione) anticipano interventi selettivi verso la componente.

"Un interesse indiscriminato lo escludiamo, uno mirato è possibile" dice la casa. "Diversi fattori continueranno a incidere sulla crescita globale, quindi mettiamo in conto una copertura dai rischi".

In particolare Pioneer mantiene attualmente un sottopeso sull'equity Usa proprio a causa dell'andamento macroeconomico, mentre i dati leggermente migliori che riguardano l'Europa non sembrano influenzare positivamente i listini del Vecchio Continente. Secondo i gestori un tema decisivo sarà l'eventuale rientro delle tensioni sul mercato interbancario, che hanno portato in dicembre il tasso Euribor a un mese a sfiorare il 5%.   Continua...