Private equity, manager vedono ancora turbolenze su credito

martedì 26 febbraio 2008 13:24
 

MONACO, 26 febbraio (Reuters) - Le cattive notizie sul fronte del credito, dopo lo tsunami provocato dalla crisi dei mutui subprime, non sono finite.

E' la previsione dei manager delle società di private equity, riuniti alla conferenza "Super Return" di Monaco di Baviera.

"Penso che stiamo assistendo a un'esplosione nucleare nei mercati del credito che provocherà danni ancora per un po'", ha affermato Scott Sperling, co-presidente di Thomas H. Lee Partners, riferendosi alle turbolenze nei mercati del credito partite l'estate scorsa dai problemi dei mutui subprime Usa.

Sperling ha pronosticato che potrebbero volerci diversi mesi prima che le banche abbiano un quadro preciso dei debiti provocati dalla crisi del credito, che ha provocato uno stop alle operazioni di leveraged buyout di grandi dimensioni.

"Le dinamiche che hanno stretto la liquidità disponibile continueranno a incidere negativamente nei prossimi tre-sei mesi come minimo e forse anche più a lungo, e sarà necessario spazzarle via dal sistema", ha aggiunto Sperling.

Steven Puccinelli, capo della divisione private equity europea di Investcorp, intervendo a un dibattito, ha sottolineato che sarà difficile realizzare operazioni nei prossimi 12-18 mesi, ma i gruppi di buyout saranno alle prese con la gestione dei portafogli.

"Dobbiamo essere cauti e non farci coinvolgere in sfide impossibili da vincere nel tentativo di far lavorare la liquidità", ha spiegato Sperling.

Il manager di Thomas H. Lee Partners ha affermato che "chi si appresta a vendere un'azienda... guarda al contesto mutato rispetto all'anno scorso e dice 'Devo cambiare le condizioni del deal'".

Leon Shahanian, senior investment officer di Calpers, ha rimarcato che il fondo pensione ha corretto verso il basso le aspettative di rendimento. Shahanian, peraltro, ha evidenziato con forza che questa flessione dei rendimenti va inserita nel contesto degli ultimi anni.

Shahanian ha aggiunto che Calpers ha un'esposizione di 42 miliardi di dollari al private equity, dicendo che il portafoglio attuale è "in buone condizioni" e che negli ultimi dodici mesi ha adottato un'impostazione "un po' più difensiva", posizionandosi sul mercato asiatico.

"Non stiamo abbandonando le società di buyout", ha concluso il manager di Calpers. "Continuiamo a collocare fondi", ma in modo più selettivo.