Fnm, soci minoranza chiedono delisting, separazione rete-servizi

venerdì 23 maggio 2008 16:52
 

MILANO, 23 maggio (Reuters) - Gli azionisti di minoranza di Ferrovie nord milano (FNMI.MI: Quotazione), che si vanno coagulando attorno al gestore hedge attivista Titan Capital Management, chiedono il delisting della società ferroviaria, ottenendo dalla Regione Lombardia, azionista di controllo di Fnm, una parziale apertura.

L'occasione per un confronto fra il Pirellone, che controlla il 57,57% del capitale di Fnm, e i soci di minoranza è stata l'assemblea degli azionisti.

Titan, che ha in portafoglio 280.000 azioni, aveva aperto il dibattito con l'invio di una lettera al management, un'azione sul modello Algebris versus Generali (GASI.MI: Quotazione). Attorno allo hedge fund con sede a Lugano, spalleggiato dalla sim Lmf & Partners di Massimo Gionso, si starebbe coagulando una pattuglia di soci pari al 4-5% del capitale, dice una fonte vicina all'azionariato di minoranza.

In assemblea, Massimo Continolo, partner di Titan, è stato esplicito riguardo alla permanenza di Fnm a Piazza Affari: "Ci chiediamo se la società abbia le caratteristiche per restare in Borsa". Alla radice del delisting, secondo Continolo, ci sarebbe "la mancanza di trasparenza" nell'attività della Regione Lombardia, che svolge più ruoli contemporaneamente, nonché "un quadro legislativo confuso".

In sostanza, Titan ritiene che "le garanzie di buona gestione del trasporto pubblico siano in antitesi" con la permanenza a Piazza Affari. Da qui il rischio, paventato da Continolo, "di un delisting imposto dalla Consob a causa del conflitto d'interesse della Regione", uno sbocco che si potrebbe evitare se il Pirellone "scendesse sotto il 50% del capitale, pur mantenendo il controllo della rete".

L'idea di scindere completamente la proprietà della rete dalla gestione del servizio era stata tratteggiata, prima dell'intervento di Continolo, dall'assessore lombardo alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, il quale, però, dopo aver detto che "la società che gestisce i servizi in prospettiva va collocata sul mercato", ha lamentato che "il mercato ora non c'è" perché "il quadro normativo e delle risorse rimane incerto". Il presidente di Fnm, Norberto Achille, da parte sua, ha sottolineato che "abbiamo due società separate anche in previsione di una completa scissione".

Sibillino Cattaneo rispetto all'ipotesi di delisting: "Il management deve prestare attenzione alla quotazione". Del resto, più volte nel corso dell'assemblea, Achille non ha nascosto le difficoltà che incontra il management di una società a controllo pubblico ma quotata.

Critiche dagli azionisti di minoranza alla proposta del cda di destinare l'utile di 3,962 milioni di euro interamente a riserva (95% straordinaria, 5% legale). Lo stesso Cattaneo ha ammesso che "la prospettiva del dividendo è un obiettivo verso cui tendere", aggiungendo, però, che "non sarebbe un segnale corretto nella fase attuale". La proposta del cda è stata approvata, oltre che dalla Regione, dalle Ferrovie dello Stato, azioniste al 14,740%.

Achille, infine, ha confermato che siano arrivate "tre manifestazioni d'interesse per l'acquisizione del 49% di Nord Cargo". La definizione del partner è attesa entro l'estate. Secondo una fonte vicina al dossier, in corsa sono la francese Sncf, la svizzera Sbs e la tedesca Bahn, con Sncf in pole position.