24 giugno 2008 / 10:15 / 9 anni fa

PORTAFOGLI-Ing vede borse in range, bond più attraenti in 6 mesi

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 23 giugno (Reuters) - Il reddito fisso sconta già oggi un eventuale aumento dell‘inflazione e sarà dunque l‘asset class più attraente nei prossimi sei mesi, anche perchè le borse riusciranno solo a proseguire laterali.

Ne è convinto Ad Van Tiggelen, senior strategist di ING Investment Management che attualmente sovrappesa i titoli di stato inglesi e giapponesi, le emissioni societarie e i bond dei mercati emergenti.

“Prevediamo che l‘economia britannica si indebolirà ancora di più e che, di conseguenza, si abbasseranno i tassi sia a breve sia a lungo termine”, spiega Van Tiggelen interpellato da Reuters. “In Giappone la crescita interna resterà debole e la Banca Centrale non potrà alzare i tassi, ma il mercato sta ancora scontando tassi più elevati”.

Nel paese del Sol Levante si trova anche la borsa preferita da Ing, che globalmente sottopesa leggermente l‘azionario rispetto all‘obbligazionario.

“Oggi il dividend yield sui titoli azionari giapponesi è più alto (1,9%) rispetto a quello dei bond (1,8%)”, spiega. “Le società stanno facendo incetta dei propri titoli e, oltre a questo, il 50% delle large cap hanno un rapporto price/book inferiore a 1, cifra che sale al 70% se si considerano le società di media e piccola capitalizzazione”.

Eurolandia è l‘area geografica di cui diffidare, sia per gli investimenti in equity che in bond. Meglio puntare su Wall Street e, tra gli emergenti, sulle borse della regione asiatica.

L‘esposizione generale sui mercati dei paesi in via di sviluppo è tuttavia nel complesso neutrale, per bilanciare i rischi di flessione di breve e i fondamentali positivi per il lungo termine.

“Comunque, finché i mercati continueranno a essere guidati dal tema del ‘continuo rialzo delle commodity’, gli esportatori netti di materie prime performeranno meglio degli importatori, almeno nel breve termine”, precisa Van Tiggelen.

Difensiva l‘allocazione settoriale, che sottopesa ciclici - come beni di consumo e industriali - e i finanziari.

“Riteniamo che gli utili aziendali toccheranno il fondo non prima del 2009 e di conseguenza pensiamo che sia ancora presto per comprare titoli ciclici o finanziari per trarre vantaggio da un recupero dei rispettivi settori”, spiega lo strategist. “Siamo ancora negativi sugli industriali che, verso fine anno, inizieranno a risentire del rallentamento dei consumi”, aggiunge.

In portafoglio c’è tuttavia spazio per energetici, soprattutto europei, ma anche per utility, farmaceutici, tecnologici e telefonici. Tra i fattori positivi lo strategist cita, per i tech, “il ritorno alle valutazioni precedenti la bolla speculativa e bilanci solidi”, mentre per le tlc “prevediamo un protrarsi dell‘attività di M&A”.

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