Buyout, dopo Cavalli si naviga a vista, fondi e banche selettivi

venerdì 25 luglio 2008 16:37
 

di Massimo Gaia

MILANO, 25 luglio (Reuters) - La stretta creditizia operata dalle banche ha provocato una frenata dei deal di private equity, ma non uno stallo totale. C'è solo maggiore cautela e selettività, secondo un giro d'orizzonte compiuto da Reuters fra manager di fondi, advisor e avvocati d'affari.

Il punto di partenza della riflessione è il congelamento del buyout Roberto Cavalli, per gli operatori un caso emblematico. L'asta per la griffe guidata dallo stilista fiorentino, spiega uno degli advisor finanziari del deal, si è arenata perché il venditore "aveva aspettative di prezzo troppo alte, i tempi erano serrati e ottenere finanziamenti risulta difficile".

Non più tardi di un anno e mezzo fa, sottolineano gli operatori, i fondi avrebbero battagliato a suon di rilanci. Neppure tempi stretti sarebbero stati un problema: al culmine dell'euforia da buyout, alcuni fondi compravano società a scatola chiusa, saltando la fase di due diligence.

Ma Cavalli non è un caso isolato. Un'altra frenata clamorosa è la cessione della maggioranza di Eiffel, la newco a cui Wind e 3 Italia hanno conferito 18.000 torri. E anche per nomi meno luccicanti, come le profumerie Gardenia, i tempi si sono dilatati, mentre sono in stallo aste che parevano in dirittura d'arrivo, come quella per la cartellonistica di Avip. Per quanto riguarda il produttore di distributori automatici N&W Vending, poi, sembra che il grande interesse suscitato inizialmente si sia raffreddato per via delle attese di prezzo.

La questione di qual è il prezzo giusto di un buyout potrebbe porsi, dopo l'estate, anche per altri due marchi della moda, Prada e Ferragamo, che ufficialmente dovrebbero ancora sbarcare a Piazza Affari, ma che, se i mercati azionari non si risolleveranno, potrebbero finire nel mirino dei fondi.

MULTIPLI DI OGGI "IMPENSABILI" ANCHE UN ANNO FA

Per gran parte degli addetti ai lavori, il problema è che i venditori non hanno compreso che il clima è cambiato. "Ci vuole tempo prima che l'imprenditore capisca che è successo qualcosa all'esterno", sintetizza Sergio Ravaglia, managing partner di Venice, il veicolo di private equity di Palladio Finanziaria. Le aspettative del venditore e la disponibilità a spendere dei compratori non sono in sincronia, e tutto si ferma.   Continua...