I FONDI DOPO DRAGHI - Il parere di Arca, Anima e Bipiemme

lunedì 21 gennaio 2008 17:09
 

MILANO, 21 gennaio (Reuters) - In attesa che parta la task force suggerita dal governatore di Bankitalia per aggredire una volta per tutte il declino, quasi solo italiano, dei fondi comuni, i nostri gestori mostrano di condividere i timori di Mario Draghi ma rivendicano qualche passo avanti già compiuto.

Non sono una novità nè la crisi della raccolta - solo grazie ai fondi esteri il rosso 2007 del sistema Italia resta a quota 50 miliardi - nè l'attivismo su questi temi del governatore.

Ma la forza della sottolineatura sulla "delusione", la maggiore ampiezza che l'argomento ha meritato nel testo scritto di Draghi e il lancio del nuovo tavolo dicono chiaro che questa volta la "suasion" della banca centrale si fa molto concreta.

Sui suggerimenti di Draghi (vedi [nL19404819]) Reuters avvia una raccolta di pareri tra i maggiori operatori - sia big che di nicchia - che parte oggi con le risposte di Attilio Ferrari, AD di Arca, Alberto Foà di Anima e Maurizio Riboni, direttore commerciale di Bipiemme Gestioni.

DOMANDA - L'eliminazione dello squilibrio fiscale che penalizza i fondi italiani rispetto agli esteri contribuirebbe a frenare l'emorragia della raccolta?

FERRARI - Da sola no. Draghi ha presentato un quadro complessivo delle necessità di intervento in cui l'eliminazione dello squilibrio fiscale ha ruolo rilevante e complementare rispetto ad altre misure. Il punto di partenza per superare il gap tra italiani ed esteri sta in una volontà forte del sistema bancario di investire su di noi (sgr)".

FOA' - "L'eliminazione è un atto dovuto e contribuirebbe a diminuire l'emorragia. Oggi (solo nel nostro paese) c'è una distorsione assurda per cui lo stesso strumento a seconda che sia italiano o straniero è piu o meno avvantaggiato. I fondi italiani (di fatto sono) inesportabili all'estero perche oggettivamente meno convenienti.

RIBONI - Il passaggio a un sistema di tassazione analogo a quello dei concorrenti europei porterebbe sicuro giovamento. I fondi rimangono comunque lo strumento più trasparente e sicuro per la gestione del risparmio. Andrebbe impostato un confronto con altre categorie di strumenti d'investimento, spesso protetti proprio da una mancanza di trasparenza.   Continua...